Archivi del mese: dicembre 2010

Presenti.

Tempo di feste. Il Nostro intende fornire (senza presunzione alcuna), alcuni suggerimenti all’omone barbuto di rosso e bianco vestito, per alcuni futuri presenti. Così. Al solo scopo di potergli far risparmiare un pizzico di tempo da “girare” (auspicabilmente), alla tolettatura delle sue fide renne.

Garo Babbo Natale.

All’Amministratore delle Italiche Ferrovie, potresti regalare uno stock di spaventapasseri. Se le linee elettriche si schiantano al suolo per la neve, sarà necessario premunirsi per l’estate. Quando il peggior nemico dei fili ferroviari potrà essere il peso delle rondinelle e di tutta quella congerie di altri uccellacci migratori.

Agli Uomini della Protezione Civile e delle Autostrade potresti procurare un brevetto testè depositato (con il nome di GaroMiniStazioneMeteo). Trattasi di un’asticella di legno con appesa una cordicella di iuta, da esporre alle avversità meteo. Se la cordicella si bagnerà vorrà dire che piove, se si farà umida ci sarà umidità, se si irrigidirà si sarà in presenza di gelo, se oscillerà soffierà il vento, se si inbrunirà  il caldo sarà più che torrido. Se diverrà bianchiccia, vorrà dire che cadranno dal cielo candidi e soffici cristalli di neve.  Se non si vedrà..beh, colpa della nebbia. Il Garolfo è convinto che cotal dono potrebbe contribuire alla risoluzione di gran parte dei problemi dell’italica mobilità.

A Massimo Mignanelli potresti donare una giacca da sci in piuma d’oca e un paio di confezioni di olii essenziali. Così, per proteggerlo dai rigori invernali e rendere la sua pelle morbida e vellutata dopo le saune (di lavoro) nei beauty farm. E consentirgli la miglior presenza al cospetto delle telecamere del Tg1 (sempre alla ricerca delle notizie più succulente scovate nei luoghi turistici più In della Penisola); alla Susannina Petruni, invece, un profilo mascellare un pochino meno squadrato.

Al neo Direttore del Tg7 potresti invece regalare un buono per 365 kebab d’asporto, da consumarsi con le mani nude, ad ora di cena (tra un servizio e l’altro), sul bianco bancone a forma di sette. Con buona pace per eventuali riproposizioni a tradimento.

A tutti noi italici abitanti potresti regalare qualche ettolitro di Digestivo Antonetto (quello con il signore scuro che si tiene la pancia), visto che secondo tutti i tiggì, anche per queste feste, a tavola, trionferà la tradizione (certo che son notizie..).

E, visto che ci sei, potresti procurare al tanto citato Osservatorio di Milano, qualche manipolo di giovani volontari da spedire sui cavalcavia a contare le macchine in viaggio, nei cassonetti della spazzatura per censire le unghie di zampone gettate, nelle Cantine Sociali, per seguire (una ad una), i miliardi di bollicine che trangugieranno a breve i connazionali.

Per chiudere, Garo Babbo, ti imploro. Regala ad ogni singolo parlamentare un biglietto aereo per qualche destinazione (più o meno) esotica (pure l’Africa può esser d’uopo). Sarebbe sufficiente una settimanella di soggiorno. Tra il resto, scommetto che anche tu preferiresti evitare  le loro consuete e stucchevoli dichiarazioni a microfono aperto. Con occhio torvo da panettone, polo in lana vergine e pacchi dono (posticci) rilucenti sullo sfondo.

Spero di esserti stato utile, scusandomi per la lungaggine. Con sincero affetto,

Garolfo.

P.S. Auguri di buone feste a tutti i lettori del blog. Affezionati, o solo di passaggio.

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VerdeBiancoRosso.

Alla umida e rosseggiante alba di pianura.

Al rituale (1) del con pane tostato e miele (su gentile offerta).

Ai rituali  (2) dell’incerottamento, dell’invaselinamento, della vestizione (previa saggio della temperatura esterna).

Al (breve) viaggio nella mattina brumosa, verso l’ammassamento.

Al sopraggiungere, alla spicciolata, di tutti i temerari (e professionisti) del podismo.

Al deposito borse sulle gradinate del palasport (in un brulicare di colori e tute recanti le effigie delle società sportive).

Al preservativo (gigante) posto ad ultima barriera alle intemperie.

Alla corsetta riscaldante (che fa anche un pò atleta consumato).

Ovviamente, al via.

All’esordio con il botto.

Al botto che un poco si attutisce al passar dei chilometri. Durante i quali pagare (senza traumi eccessivi), dazio.

Al podista con Golden Retriever giocherellone (e ciotola).

Agli innamorati (1) sempre per mano.

Agli innamorati (2).  Moglie in sella a bicicletta per elagire bombe e pacche di incitamento sul sedere.

Agli atleti fraterni (che si chiedono il permesso per scappare via).

Ai bicchieri di acqua fresca e alle spugne calde.

Ai centonovantacinque metri (che paiono molto più lunghi di centonovantacinque metri).

Alle gambe di legno.

Alla (conseguente e agrodolce) pena di scendere e salir le scale (siano queste proprie od altrui).

Alla doccia calda e vaporosa nello spogliatoio (che diventa la agorà delle esperienze).

All’ottima cioccolata in tazza (con le persone più care e tanto di medaglione al collo). In una (non troppo qualsiasi), domenica pomeriggio.

Alla gradita (per l’ospite) ospitalità di un caro amico. In occasione della alttrettanto gradita Maratona della Città del Tricolore.