Archivi del mese: settembre 2008

Girolamo (Parte seconda).

…Continua da “Girolamo parte prima”.

Parte 2/2.

…Ormai quasi divorato da un freddo artico, il Garolfo pensa che, dopo tanti beni di prima necessità, all’appello mancano ormai solo una decina di bei voluttuari pomodori rossi. Una vecchia con fare saccente ed al collo una collana di perle grandi come olive ascolane, spiega che devono essere pesati ed insacchettati. Per il Garo la situazione si complica. Legge attentamente le istruzioni. Prende il sacchetto. Lo ripone per calzare il guanto. Indossato il guanto non è più in grado di sfilare un nuovo sacchetto. Alla solita vecchia invadente non pare vero di poter staccare di persona il sacchetto dal rotolo per porgerlo al Nostro, il quale raccoglie i pomodori con la mano senza guanto, redarguito severamente dalla commessa-geco. Si avvicina ad una bilancia tempestata dai novanta numeri della tombola. Dissimulando navigata esperienza pigia alla cieca. Dalla feritoia spunta l’etichetta adesiva che si avvinghia indissolubilmente al guanto. Lega il sacchetto con il guanto etichettato dirigendosi furtivo verso la cassa e trascinando il cestino gonfio, non senza un filo di rammarico per aver lasciato il vituperato carrello all’ingresso.

Scoprirà, leggendo l’etichetta adesiva nella sua amata cucina-forno, di aver acquistato avocado e non pomodori. Rifletterà su quanto possa costare un’ora al riparo dal caldo dei telegiornali. Sul fatto che anche l’acqua del signor Sindaco stimola (eccome) la diuresi; che una bella manata di prugne di campo è efficace quanto il bifidus; che o è carne o è pesce; che il latte è più gustoso bevuto che addentato a mò di companatico; che “Io Valgo” anche con qualche solco in fronte. Che una bella corsa all’aria aperta aiuta a controllare il colesterolo; che un pelo della barba può esser tagliato anche a tradimento, da una lama solitaria. E pensare che monsieur Girolamo S. lasciava intendere fosse il caldo a dare alla testa. Fortunatamente l’autunno è alle porte e gli abbonati sono già in attesa dei grandi scoop giornalistici dedicati primi fiocchi bianchi caduti sulle Dolomiti…

P.S. Per i curiosi che amano approfondire:

La storia delle cose. (La doppiatrice in lingua italiana, nonostante il timbro di voce, pare non essere il Ministro Stefania Prestigiacomo).

La baldracqua. (Intervista a due gocce d’acqua che, nonostante la loro comune natura, non si assomigliano poi molto).

Aggregazioni semplificative (tre).

Quando un innamorato fiuta che la fiammella-passione della dolce metà si affievolisce, scova tutti i modi per ravvivarla. Allo stesso modo, l’innamorato-Gestore si scuote dal torpore, fornendo fastidiosa prova della propria presenza. P: Paperina; G: Garolfo.

P: “Buon giorno signor Garolfo, sono Paperina di (omissis) e La disturbo, avendo Lei manifestato insoddisfazione per il servizio da noi fornito. Se vuole possiamo valutare insieme quale piano tariffario sia più congeniale per la tipologia di traffico che Le è propria.

G: Sono tutt’orecchio, signora Paperina.

P: Le propongo la Easy Day Special, con la quale potrà parlare con tutti a soli 15 cent al minuto e senza scatto alla risposta!

G: Grazie signora Paperina, la tariffa già la conosco. Se non sbaglio sono anche previsti 15 (quindici!) cent per gli SMS, oltre all’obbligo di una ricarica al mese.

P: Certo, sig. Garolfo, una ricarica di qualsiasi importo. Ma, signor Garolfo, io vedo a terminale che Lei, comunque, già effettua almeno una ricarica al mese.

G: Molto gentile, signora Paperina, ma un conto è scegliere di ricaricare, un conto è dover ricaricare. Eppoi, signora Paperina,  se (omissis) decidesse in futuro (puro ed astratto esempio di scuola, s’intende) di eliminare i tagli di ricarica di minore importo, la locuzione qualsiasi perderebbe un pochino di vigore, non trova?

P: Si, signor Garolfo, ma sa, del futuro non vi è certezza…

G: Eh, si, grazie, signora, ma non mi interessa. Piuttosto, signora, vorrei recedere gratuitamente dal contratto ed avere il rimborso del credito residuo perché la vostra aggregazione semplificativa non mi è piaciuta un granchè.

P: Certo, signor Garolfo, è sufficiente compilare un modello e spedirlo ad (omissis…).

G: Se non sbaglio, signora Paperina, questo modello, prevede l’acquisto di una Carta Servizi dell’importo di 8 (otto!) euro…

P: (attesa..). Le confermo che è così, signor Garolfo. Il recesso è gratuito, ma per il rimborso del credito residuo ci sono da coprire dei costi per la gestione della pratica.

G: Ah, bene (?!)… Grazie, buon lavoro.

P: Pluto; G: Garolfo.

P: Buon Giorno, signor Garolfo, sono Pluto di (omissis) e La disturbo, avendo Lei manifestato insoddisfazione per il servizio da noi fornito, al fine di…

G: Buon giorno, signor Pluto di (omissis). Mi perdoni se La interrompo, ma non più tardi di ieri mi ha chiamato la Sua collega Paperina, la quale, molto gentilmente, mi ha già erudito su quelle che potrebbero essere le mie esigenze di consumatore. Le risparmio, quindi, cinque minuti di lavoro. Vorrei solamente avere conferma sul “costo gratuito” per il recesso con rimborso. Sa, è un mio pallino, non ci dormo la notte.

P: Va bene, signor Garolfo, mi premuro di informarmi e richiamarLa.

Il giorno seguente…

P: Come vede (sente), signor Garolfo, sono stato di parola e ho richiamato.

G: Lei è molto gentile, signor Pluto. Mi dica.

P: Mi sono informato ed in effetti il recesso e relativo rimborso del credito residuo con assegno di traenza prevede l’acquisto di una Carta Servizi del valore di otto euro. Tuttavia, per non guastare gli intercorsi, buoni rapporti commerciali, Lei, potrà barrare la parte del modello che prevede l’inserimento del codice Carta Servizi, spedirlo a (omissis) ed ottenere così il rimborso senza costi.

G: Grazie, signor Pluto, grazie infinite. E non dimentichi di ringraziare, con estrema deferenza, da parte mia, anche l’intera dirigenza di (omissis).

Il Garo è raggiante. L’evento è degno di rilievo. Si affretta a stappare una bottiglia di spumante della miglior riserva e brinda, già ebbro di gaudio, al suo recesso-rimborso gratuito ad personam. Pensa al “ci siamo lasciati  ma siamo rimasti amici” di adolescenziale memoria.  Osservando il fine e trasparente perlage della pregiata bevanda, lascia galoppare libera la propria mente fino al ricordo del gettone telefonico ed al significato della sua caratteristica feritoia. In origine, forse, i vecchi, grigi telefoni a ghiera erano stati progettati per spaccare il gettone e trattenerne metà in caso di mancata risposta dell’interlocutore. I tecnici della SIP. Quelli, certo, erano i veri pionieri dell’ingegneria tariffaria….

Il “Garo” ha deciso di aderire all’iniziativa generale  programmata per i giorni dell’ 8 – 9 settembre. Per lui non sarà un’esperienza particolarmente provante, visto che da qualche tempo ha deciso di rendere l’astensione personale, di fatto, perpetua. Per poter così tornare al buon, vecchio, caro “come stai“, in luogo del vuoto  e impersonale “dove sei“.

Oltre alle amenità sopra riportate, la saga delle “Aggregazioni semplificative” si compone anche dei post “Aggregazioni semplificative (uno)” e “Aggregazioni semplificative (due)”.