Archivi del mese: agosto 2011

Iunaited Chingdom.

Il Garolfo osserva di sottecchi le rigide movenze del giovane paziente. Che nonostante ampie fasciature, botte violacee e lunghi ricami di sutura, si sposta rapido  da un angolo all’altro della camera come una scimmia in gabbia, sotto gli sguardi sconcertati dei compagni di sventura. “United Kingdom, Dolomites, Mountain Bike, Path, crash, rescue, hospitalflight to go back”. Questa la cronologia dei tag che il Garo riesce ad apprendere dal giovine, involontario ospite. All’estremità del gesso destro  uno spartphone che continua ad interpellare vocalmente, con tono tutt’altro che sussurato. All’altro capo, in vivavoce, la signorina di un call center che con modulazione fintamente conciliante risponde alle perentorie e poco amabili sollecitazioni, dissertando  di email, fax, documenti, visti sanitari, autorizzazioni, lasciapassare, salvacondotti, permessi, licenze, beneplaciti, rimborsi, voli.  Nel mentre, il sudddito primate di Sua Maestà  ghermisce a piedi nudi (!) gli interstizi delle piastrelline nocciola del nosocomio, sotto il rassegnato ed impotente sguardo del vetusto padre, all’uopo spedito nella Terra della Pizza con il primo volo low cost utile. I silenziosi e menomati compagni di stanza si scambiano sguardi eloquenti e densi di significato: per loro l’alternativa è tra il tifare per la permanenza del Paziente Inglese o per le spiccate capacità della signorina call center (e la conseguente immediata disponibilità di un aereo attrezzato pronto al decollo dall’aeroporto più vicino). Il Garo pensa che anche al lettore più sprovveduto non sfuggirà che a prevalere tra gli inermi spettatori  sarà quasi certamente il secondo desiderata.