Archivi del mese: giugno 2008

Sergentemagiù.

Il Garolfo si ricorda quando, nell’inverno della Scuola superiore, nel caldo della sua stanza, prima del sonno, sfogliava con avidità le pagine di un libricino bianco con raffigurato in copertina un signore intabarrato, dal profilo fiero e forse sofferente. Neve che punge il viso, stracci, caffè pestato nell’elmetto con il manico della baionetta. Il sogno di un bel gatto per Natale, “grosso e scontroso” per mangiare e per fare un bel cappello. I moschetti, i pidocchi scoppiettanti buttati sulla piastra arroventata della stufa, gli usci delle isbe, le vedette russe, il Don, il fiato gelato sulla barba e sui baffi. La stanchezza e il peso delle armi, le membra intorpidite che non obbediscono. Le bestemmie e le sigarette. Le giberne, i passamontagna e le lettere della morosa agitate in alto. “Sergentemagiù, ghe rivarem a baita?”. Il Garo apprende con tristezza che il Sergentemagiù, a baita , ci è arrivato. Cammina nei suoi amati boschi, tra i suoi amati monti. Consapevole, forse, che il suo viaggio rivive nella mente, negli occhi e nel cuore di chi lo legge.

L’anno dopo che ero ritornato, una sera che nevicava, forse era in questi giorni di dicembre, ho preso gli sci e sono uscito a sciare, di notte, per il bosco. E nella neve ho ritrovato i miei compagni”.

Sergentemagiù (1)

Sergentemagiù (2)

Marco Paolini – Il Sergente.

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Quiproquo.

E’ finalmente giunto il momento di insignire di dignità digitale alcune perle di saggezza da tempo impresse sulla sgualcita agenda del Garolfo.

Ti devo dire le cose con le pinzette” (proferito da chi, in fase depilatoria, si rivolge ad individuo particolarmente reattivo agli stimoli esterni); sfondi un libro aperto” (detto da chi non ha bene a fuoco i vari stadi di lavorazione del legno). “Scoppiato come un balcone” (destinatario: elegante immobiliarista particolarmente sicuro di sé); a bocce calme” (detto di fanciulla che ha testè terminato una sessione di jogging sul bagnasciuga). Tira le penne“, con parallela variante californiana: Tira le sequoia” (detto di cuoco in preda ad una scimmia o di vetusto felino a bordo strada). Parla come un drago” (nostalgico ricordo del Diabolico Coupé). Hai toccato un tasto scoperto (amato e odiato PC); in banca c’è un arrivismo papabile (e in sacrestia si erogano mutui a tasso fisso e anche no). Ho le gambe che non stanno in piedi” (disarticolazioni fisiche…ma anche luinguistiche); guarda come si sfranca (mmm..difficile…).“La birra entra nel circolo” (forniture);se mi intervisti mi devi dare del buon giorno” (quando una buona forma di cortesia si vede dal mattino…). Il primo che parla di banca sarà delapidato” (Codice Penale alla voce delapidazione: circostanza aggravante del reato di rapina consistente nello stordimento della vittima per il mezzo di pietre); ” Voglio vincere un pesciolino alla ruota della fortuna(notoriamente Mike ama i pesciolini, olre che gli uccelli e i cetrioli).“Il pesciolino (vinto prima) è schizzato fuori dalla vaschetta perché voleva autosuicidarsi(in attesa della compiuta definizione criminologica di eterosuicidio). “Ha le pupille degustative andate (sempre di corsa, un panino al volo e…non ci vedo più dalla fame). “Lo ha rivoltato come un fazzoletto(perchè il calzino era inavvicinabile); Sembra tu abbia delle frustrate sulla schiena” (ernia al disco in agguato…).

Il “Garo” attende che dalle ostriche di tutti coloro che per scelta meditata (o per caso) si trovano a passare da queste parti, fuoriescano altri oggetti preziosi (clickqui).