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Milenarock.

Il Garolfo, per una volta,  si piglia la licenza del copiaeincolla. Chiedendosi  se “MammaRai” abbia ancora ancora l’intenzione di rassicurare (forse quello si..), cingere tra le sue braccia informative, approfondire, la dignità di conservare l’amore per  il rigore, i fatti e la verità. Il Garo una sua idea se l’è già formata. Sarebbe curioso conoscere la vostra..

Buonasera, (o buongiorno) a tutti, questo blog è stato aperto per tenervi informati sullo stato avanzamento lavori, ovvero -che ne sarà di noi-.
Come ho detto, per ora siamo fermi. Di solito a quest’ora stiamo già lavorando per la serie autunnale, ma siccome il mio contratto è in scadenza, e chi di dovere non mi ha convocato per discutere il rinnovo…non possiamo far altro che stare a guardare.
Non sono incollata alla mia sedia e  il cda di qualunque azienda ha il diritto di cambiare, innovare, modificare, liberarsi di chi non è “allineato”. Diciamo che dopo 28 anni di Rai, e solo Rai, ho chiesto ben due mesi fa di sapere se intendono avvalersi ancora del mio contributo oppure no. Sarebbe civile e leale dire le cose chiaramente,  soprattutto per via del fatto che nessuno è dipendente, e quindi non si porta a casa uno stipendio anche se parcheggiato.
Nessuno ovviamente ci impedisce di cercare altre strade, ma solo quando le porte saranno definitivamente chiuse, o le condizioni impossibili, perché crediamo nel servizio pubblico, ne abbiamo fatto in questi anni la nostra missione. Nel modo meno fazioso possibile, mi auguro.
Certo, val la pena di riflettere su quel che sta succedendo nella più grande azienda culturale del paese, dove, abbiamo capito,  gli “assets” strategici, sono un problema (*).  Come se la Fiat (in questo momento l’esempio è peregrino, lo so) decidesse di rottamare i modelli che vende di più, senza averne in vista di nuovi.  I casi sono due: o gli amministratori sono incapaci, o vogliono portare l’azienda al fallimento. Mi chiedo cosa pensa l’azionista, cioè il Ministero del Tesoro, perché dentro la Rai, oltre agli arredi, ci sono 13.000 dipendenti. Cosa pensa il Presidente della Repubblica sull’ingerenza politica, ben oltre i limiti decenti, che sta spolpando la Tv di pubblica.
Noi non possiamo far altro che aspettare. A puro titolo informativo, dai dati che vedo pubblicati, Report incassa 8,5 milioni In pubblicità, ne costa 2,2. Il mio compenso può arrivare a 180.000 l’anno lordi, dipende dal n. di puntate. Fra i programmi di prima serata è fra quelli con il più basso rapporto “costo-ascolto.
Nei prossimi giorni ne sapremo di più.
Milena Gabanelli.

Da: www.milenagabanelli.it  12 guigno 2011.

“Cara Gabanelli
Ho saputo che hai messo Vivere non è facile come sigla finale di Report.
Sono orgoglioso e fiero di essere considerato all’altezza di un così prestigioso, libero e coraggioso programma televisivo unico degno di rispetto.
Ti abbraccio forte cara amica…
Vasco Rossi
venezia 13062011

p.s. Con l’intervista su Io Donna hai dimostrato che la giornalista potresti farla con la mano sinistra mentre bevi una CocaCola!
Sei veramente unica!”

Vasco Rossi, profilo Facebook, 13 giugno 2011

E, per chiudere, il Garolfo posta un fotogramma scattato al tubo catodico (Rai 1) nella “serata referendaria” di lunedì 13 giugno 2011, ore 23.40. Esempio di “asset strategico”, che, tuttavia,  non costituisce un problema ed al quale, in Rai, sarà probabilmente garantita lunga vita (*).

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“Niùs”!

27 novembre. Cucina molecolare, nuova frontiera della gastronomia (Tiggìuno, edizione delle 13.30).

28 novembre. I saldi a Long Island (N.Y.). (Tiggìdue, edizione delle 13.00).

29 novembre. Le fasi salienti del campionato italiano di yo yo a Casalecchio di Reno (Tiggìuno, edizione delle 20.00).

30 novembre. Il numero di milioni di italiani che trascorreranno il Natale in viaggio (Tiggìdue, edizione delle 13.00). Sarto inglese fa tessere gli abiti alle Mauritius e li vende con l’etichetta made in England (*). (Tiggìuno, edizione delle 13.30). “Lancio” della fiction su Papa Paolo VI (Tiggìuno, edizione delle 20.00).

1 dicembre. Tornano di moda i guanti nelle collezioni degli stilisti (Tiggìuno, edizione delle 20.30).  Cinquemilioni e 260.000 ascoltatori per la fiction su Papa Paolo VI. (Tiggìuno, edizione delle 20.30).

4 dicembre. La moda del presepe con i personaggi dell’ attualità (Tiggìuno, edizione delle 20.00). Il nuovo Nokia n-97, farà concorrenza all’I-Phone (Tiggìuno, consigli per gli acquisti, edizione delle 20.00). L’italiano medio tra i 18 e 70 anni, pigro, grasso ed inguaribilmente ottimista [oltre che un pochino telerimbecillito  (N.d.G., Nota del Garo), Tiggìdue edizione delle 20 30].  I troll stanno tornando di moda in Irlanda. Nasuti, irsuti e forzuti vivono dentro le rocce, assieme a gnomi, folletti, coboldi, elfi, nanetti, goblin e leprecauni (!). (Tiggìdue edizione delle 20.30).

E ancora. Il mouse del PC compie 40 anni; corsa all’abete; l’ippopotamo pigmeo dello zoo di Londra; i personaggi famosi e i loro cani; il libro dei VIP fotografati quando meno se lo aspettano (?). (Tiggìuno e due del 9 dicembre).

(*) Solo uno degli innumerevoli scoop del sagace corrispondente londinese dalla folta criniera.

Il Garolfo medita, sollevato, sul fatto che queste non siano le uniche veline fornite dalla tivvù dello Stato. Se la temperatura non è stabile  sui 25 gradi l’estate, 10 l’iverno, e in cielo non splende un sole come una polenta, c’è sempre la possibilità di dar notizia di qualche meteoeventoEmergenza caldo, freddo, umidità, neve, uragano, aurora boreale, acquaaltaavenezia. Se Olindo strizza l’occhio a Rosa, si apre il dibattito giornalistico sull’atroce dubbio che si sia trattato di un tic da stress,  di un ammiccamento erotico o, ancora, di un estremo, quanto maldestro tentativo di inquinamento delle prove. Se, poi, le notizie scarseggiano perdavvero, giunge in soccorso la spassosa “Nota Politica”, buona per tutte le condizioni climatiche (e tutti i colori dell’emiciclo parlamentare). Il Nostro, incuriosito, sfoglia il Devoto, alla ricerca della definizione di “servizio pubblico”. Legge  scosso, pensando che che vi sia il serio rischio che alla richiesta di un informazione ad vigile urbano per strada, questi estragga  un bel violino dal suo tascapane e strimpelli qualche soave aria. Che l’Ufficiale d’Anagrafe, in luogo di un anonimo certificato di residenza, prepari e serva al banco un dissetante mojito. Che il medico di famiglia, in luogo della ricetta per lo sciroppo, doni un grattaevinci con il quale potersi aggiudicare fino a dieci lastre o venti pigiamini di gesso. Con l’invito a ritentare, perché la prossima volta è sempre quella più fortunata.

Richiudendo il librone polveroso, il Garolfo richiama alla mente, non senza nostalgia,  l’infantile  e sinistra  inquietudine provata nell’udire la celeberrima Sigla di Inizio Programmi alle cinque in punto.  Nulla di paragonabile ai brividi che percorrono incontenibili la schiena durante la visione di un italico, pubblico, ingiacchettato mezzobusto.

P.S. Il Tiggìtre non è stato preso in considerazione in quanto in onda in orari incompatibili con i bioritmi quotidiani del Garolfo.