Archivi del mese: dicembre 2009

CinePandori.

Il Garolfo intende omaggiare con un post tutti i cinefili che non amano canditi ed uvetta. Suggerendo loro che quest’anno (come, tra il resto, gli anni passati), è possibile evitare lunghe code ai botteghini per gustasi le abilità recitatorie delle più talentuose (e morbide) star nostrane.  Sarà sufficiente accendere il televisore all’ora del tiggì, in un giorno qualsiasi  dopo Natale.  Sarà allora che compariranno i soavi visi dei nostri rappresentanti in Parlamento, per le consuete, concilianti esternazioni a microfono aperto. Certo, non con la tuta da ginnastica. Bensì con il maglioncino di lana vergine leggero; giacca e cravatta nell’armadio Le Fablier o in tintoria. Occhio torvo ed  appannato da bollicine di prestigio.  E burp trattenuto a stento, probabile custode di inimmaginabili reazioni chimiche biliari, con reagenti principali quali cotechino, insalata russa, abbacchio, pastiera e babbà. Il tutto con la sfocata, coreografica presenza, sullo sfondo, del tradizionale alberello di natale addobbato con ninnoli dipinti a mano ed illuminato da soffuse lucine color ghiaccio. Il Garo pensa che se fosse addirittura donata la presenza di un caminetto scoppiettante, il tutto non sarebbe neppure minimamente paragonabile ad uno di quei grandiosi kolossal de noarti. Così tanto markettati in questo questo bel periodo di vacanza…

Auguri!

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Reparti.

Il Garolfo fremeva per il  rientro nel Bel Paese. Per gustarsi il proprio regalo di Natale. Il ritorno delle ultimissime sulla gotta, sulla rinite, sulle  scoperte della scienza per lenire i dolorosi effetti delle unghie incarnate e sui (meno scientifici) rimedi della nonna per rimuovere in un lampo i tappi di cerume…

Oltre che  per quella sopra, il Garolfo è lieto per l’ ulteriore, lieta novella. E’ online la nuova pagina del blog: New York City.

Fruttoni.

Niente asciugacapelli da campeggio. Niente caricabatteria a manovella. Niente torce elettriche. Neppure i fermenti lattici (anche se, magari…). Nessuna traccia di ZainiMilleTasche gonfi come una tarma dopo un lauto pasto nel guardaroba invernale. Senza moschettoni, corde, zanzariere, sacchi a pelo, materassini, asciugamani, borracce termiche, repellenti strong per le forme più inusitate di insetti (anche se, magari…). Solo una scartoffia con scritto il nome di un hotel sulla Trentaduesima. Qualche straccetto, tanto per non patire in maniera eccessiva i rigori invernali.  La reflex, quella si. Con l’obbiettivo nuovo. Anzi, usato. Ma non ancora pagato. Comodato di prova. Neppure il tempo di porgere l’estremo saluto al suo eroico predecessore, passato a miglior vita durante la Maratona di Monaco di Baviera.  I cui ingranaggi di zoom apparivano, ad onor del vero,  già fortemente immunodepressi a causa di prolungata (e, a posteriori, fatale), esposizione ai letali  granelli di sabbia desertica. Un paio di biglietti del treno ed un paio dell’aereo. Quattro giri di chiavistello. That’s all.  Il Garolfo attende con ansia l’intensa vita urbana d’oltreoceano. Perché asserire il contrario potrebbe apparire un tantino azzardato…