Archivi del mese: giugno 2011

Milenarock.

Il Garolfo, per una volta,  si piglia la licenza del copiaeincolla. Chiedendosi  se “MammaRai” abbia ancora ancora l’intenzione di rassicurare (forse quello si..), cingere tra le sue braccia informative, approfondire, la dignità di conservare l’amore per  il rigore, i fatti e la verità. Il Garo una sua idea se l’è già formata. Sarebbe curioso conoscere la vostra..

Buonasera, (o buongiorno) a tutti, questo blog è stato aperto per tenervi informati sullo stato avanzamento lavori, ovvero -che ne sarà di noi-.
Come ho detto, per ora siamo fermi. Di solito a quest’ora stiamo già lavorando per la serie autunnale, ma siccome il mio contratto è in scadenza, e chi di dovere non mi ha convocato per discutere il rinnovo…non possiamo far altro che stare a guardare.
Non sono incollata alla mia sedia e  il cda di qualunque azienda ha il diritto di cambiare, innovare, modificare, liberarsi di chi non è “allineato”. Diciamo che dopo 28 anni di Rai, e solo Rai, ho chiesto ben due mesi fa di sapere se intendono avvalersi ancora del mio contributo oppure no. Sarebbe civile e leale dire le cose chiaramente,  soprattutto per via del fatto che nessuno è dipendente, e quindi non si porta a casa uno stipendio anche se parcheggiato.
Nessuno ovviamente ci impedisce di cercare altre strade, ma solo quando le porte saranno definitivamente chiuse, o le condizioni impossibili, perché crediamo nel servizio pubblico, ne abbiamo fatto in questi anni la nostra missione. Nel modo meno fazioso possibile, mi auguro.
Certo, val la pena di riflettere su quel che sta succedendo nella più grande azienda culturale del paese, dove, abbiamo capito,  gli “assets” strategici, sono un problema (*).  Come se la Fiat (in questo momento l’esempio è peregrino, lo so) decidesse di rottamare i modelli che vende di più, senza averne in vista di nuovi.  I casi sono due: o gli amministratori sono incapaci, o vogliono portare l’azienda al fallimento. Mi chiedo cosa pensa l’azionista, cioè il Ministero del Tesoro, perché dentro la Rai, oltre agli arredi, ci sono 13.000 dipendenti. Cosa pensa il Presidente della Repubblica sull’ingerenza politica, ben oltre i limiti decenti, che sta spolpando la Tv di pubblica.
Noi non possiamo far altro che aspettare. A puro titolo informativo, dai dati che vedo pubblicati, Report incassa 8,5 milioni In pubblicità, ne costa 2,2. Il mio compenso può arrivare a 180.000 l’anno lordi, dipende dal n. di puntate. Fra i programmi di prima serata è fra quelli con il più basso rapporto “costo-ascolto.
Nei prossimi giorni ne sapremo di più.
Milena Gabanelli.

Da: www.milenagabanelli.it  12 guigno 2011.

“Cara Gabanelli
Ho saputo che hai messo Vivere non è facile come sigla finale di Report.
Sono orgoglioso e fiero di essere considerato all’altezza di un così prestigioso, libero e coraggioso programma televisivo unico degno di rispetto.
Ti abbraccio forte cara amica…
Vasco Rossi
venezia 13062011

p.s. Con l’intervista su Io Donna hai dimostrato che la giornalista potresti farla con la mano sinistra mentre bevi una CocaCola!
Sei veramente unica!”

Vasco Rossi, profilo Facebook, 13 giugno 2011

E, per chiudere, il Garolfo posta un fotogramma scattato al tubo catodico (Rai 1) nella “serata referendaria” di lunedì 13 giugno 2011, ore 23.40. Esempio di “asset strategico”, che, tuttavia,  non costituisce un problema ed al quale, in Rai, sarà probabilmente garantita lunga vita (*).

Lördag 28 Maj 2011, il poi.

Ai puntuali ed accoglienti aeromobili SAS e treni SJ;

al cielo d’Irlanda ed al “fresco venticello” della capitale scandinava, che agita le ampie macchie di verde;

al casereccio e gradevole clima festaiolo e paesano del Pastaparty;

al batticuore prepartenza condiviso con altri ventimila bisonti bipedi;

alle decine di paia di occhi azzurri; agli applasusi ed agli hejia hejia Suomi;

al trionfale ingresso nello Stadio Olimpico ed al mezzo giro di pista sul morbido tartan;

alla transumanza di massa verso la zona ristoro, con il vitale ausulio dei corrimano;

alle gentili donzelle con le trecce bionde incaricate alla rimozione del chip, che risparmiano la disumana pena dell’inginocchiamento;

al “meritato” ristoro a base di panini con wurstel e senape (dispensata da una gonfia mammella in lattice), annafiati da fresca birra svedese;

alla doccia calda più lunga e rigenerante della storia;

al consueto, indefinito, senso di nostalgia che avvolge il Garolfo fin dal tempo del rientro;

alle caratteristiche, nostrane,  tradotte bestiame, inequivocabile segnale del ritorno alla vita quotidiana.

http://www.stockholmmarathon.se/start/