Archivi del mese: aprile 2009

Cognizioni.

Il Garolfo, suo malgrado, per qualche tempo ha riscoperto il piacere dei libri, delle fotocopie, dei diagrammi di flusso scarabocchiati su fogli ingialliti dall’usura con le macchie di sugo e con ampie orecchie agli angoli. Ed il piacevole brulicare di studenti nelle sale studio della  biblioteca. Come ai bei vecchi tempi dell’Università: quando le pause caffè a ridosso degli esami, per pisellare le colleghe carine e simpatiche,  si riducevano da otto a sei (mai, comunque sotto tale minima, vitale soglia). E quando i laptop aperti sui tavoli (allora di dimensioni ciclopiche, particolarmente attratti dalla forza di gravità) erano solo per pochi, privilegiati, accademici in erba. Di fronte una ragazzotta bionda, manifestamente invaghita del suo compagno di studi, si schernisce. Lui è particolarmente sicuro di sé, oltre che consapevole del proprio fascino. Occhio e capello moro, colletto della camicia chiaro e  ritto lungo il collo. Il Garo pensa a quanto, i sentimenti della biondiccia, siano prossimi ad essere infranti. Allora lei troverà un uomo che la amerà davvero: il moro si accorgerà della grave perdita ma sarà, ahilui, troppo tardi. A fianco del Nostro siede un tipino minuto, occhi fissi sul quadernone a righe, pelle chiara. Temperamatite, righello di topolino a lato.  “La progettazione di una fognatura pluviale”; “il modello dell’invaso lineare”; “le piene”. Il Garo si guarda attorno immaginandosi  una fognatura bianca disegnata da lui stesso e le urla dei cittadini infuriati alle prime gocce pioggia. Tutto attorno il presepe dello studente. Telefonini che muggiscono incustoditi sul tavolo, evidenziatori, penne Bic, orologi da polso arrotolati, custodie di occhiali, bottigliette d’acqua, contenitori ad anelli, calcolatrici scientifiche. Tre stagionate signore dai capelli turchini si industriano innanzi al computer pubblico delle ricerche bibliografiche. Il piacione guarda fissa negli occhi la preda: una mano sostiene il capoccione volutamente pesante, le dita dell’altra picchiettano sul tavolo di legno. Indi scrive un messaggio sul block notes di miss Sofferenza Alle Soglie. Risate complici.  A pochi metri un altro studente starnutisce rumorosamente più volte. Si rivolge sghignazzando al compare di fianco: “maledetti Porci!”

Il piccolo ingegnere dalla maglietta rossa traccia vorticosamente formule incomprensibili: è necessario dotare il canale di scolo delle giuste pendenza e sezione. Per lui niente distrazioni, altrimenti l’acqua non defluisce a dovere. Al tempo: quando sarà laureato e si sarà creato una posizione. Il Garolfo lo osserva di sottecchi  sorridendo di nascosto e distillando pensieri sulla  propria posizione, all’atto di leggere i risultati della seconda prova affissi sulla porta del Servizio Personale.  E’ tentato di chiedere al progettista di quanti gradi sia composto un angolo retto ma, per deferenza, si astiene. In fondo il giovinetto studia da ingegnere, mica da geometra…

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Prostrato, il Garolfo non può che annotare sul proprio taccuino i tratti salienti della catodica, desolante, essenza dell’italica penisola. Certificata dalla bionda Susy e condensata in un minuto, otto secondi, novecentrotrentadue millesimi di diretta televisiva sulla Prima Rete di Stato. Chapeau.

P.S. 1 Il Nostro, apprende che i vertici dell’Associazione Falegnami d’Italia sono in fibrillazione. Si attende, a breve, un bando di gara pubblicato da Viale Mazzini per la realizzazione di un plastico del capoluogo abruzzese. Con tanto di camioncini rossi dei vigili del fuoco e di macchinine grigio gialle dei Baschi Verdi (quelli della Guardia di Finanza).

P.S. 2 E mentre il Beato Bruno piange sulle spoglie dei santi (già) defunti centinaia di anni fa e sulle rovine delle cattedrali, qua sotto qualche altro specchiato esempio di deontologia professionale, dignità, rispetto per la sofferenza e l’umana dignità.

Dura lex.

Anche quest’ anno è arrivata l’ora fatidica, il momento di destarsi alle due di notte  per spostare innanzi le lancette, come hanno puntualmente ricordato, sette giorni or sono,  i telegionali ed i box in prima pagina dei quotidiani. Il Garo, tuttavia, nota come i “media”  non siano ormai più da tempo sul pezzo, bensì fermi all’epoca delle clessidre e delle meridiane.  Di “razze”,  ormai,  non vi è infatti  neppure più traccia: solo led e cristalli liquidi.  Per tale motivo, l’ora legale richiede ore ed ore materiali per adeguarsi alle decisioni di chissacchì ed il Nostro, da una settimana, è alle prese con manuali d’uso, istruzioni per l’utente e compendi di elettronica applicata. Il risparmio energetico che, si dice, garantisce il cambiamento di orario, sarà sicuramente anche quest’anno compensato dalla riduzione di  mezzo punto del PIL per mancata produttività dei proprietari di indicatori di tempo.  Quello da polso, quello a cucù, quello da tavolo, quello del termostato, quello del forno, quello del frigo, quello del cruscotto dell’auto, quello dell’autoradio, quello del gippiesse, quello del tachimetro della bici, quello della Vespa, quello del telefonino, quello della radiosveglia, quello dello stereo, quello del lettore divvuddì, quelli dei vecchi videoregistratore e walkman… In questo (ed in un altro) periodo dell’anno, il Garolfo si convince sempre più che ciascuno degli  elettrodomestici dovrebbe limitarsi a svolgere umilmente il proprio duro e sporco lavoro, con buona pace per il tostapane che sputa il tramezzino riscaldato senza comunicare (inculcando devastanti sensi di colpa) che non è l’ora giusta per la merenda, né quella per il pranzo, né quella per la cena. Dopo aver (con estrema  gioia) regolato, in un batter di ciglia, le uniche, vere, inimitabili  lancette di casa (quelle della vecchia sveglia sferragliante della nonna Betta), il nostro Cagnolino Nero Tignoso riceve l’inconfutabile segnale sonoro della effettiva entrata in vigore del nuovo orario. “DriiinnnPronto? Ciao, Garo, sono la mamma. Ciao Mamma, tutto bene? Si, tutto bene. Hai notato? A quest’ora, una settimana fa, era già buio, mentre ora c’è luce. Certo, Mamma. E’ una delle prime avvisaglie della nuova stagione che avanza. Buona cena e buona serata…..Saluta Papà”.