Archivi del mese: giugno 2009

Garo hot.

Non si tratta di una sezione per soli adulti del blog del Garolfo. Ma della lucina che si illumina una/due volte all’anno nella Sala Monitoraggio Stati D’animo allestita presso la residenza del Nostro. L’evento può essere determinato dall’aumento della temperatura atmosferica (strettamente correlato al ciclo delle stagioni), o dal surriscaldamento del (ristretto) perimetro meningeo del Garo. Oltre che, come intuibile, dalla concomitante azione di entrambi. La soluzione a tale fattispecie critica è rinvenibile nella generazione meccanica di flussi d’aria raffrescante oppure (prefreribile), nell’attivazione di (altrettanto meccanici) mezzi di trasporto che garantiscano l’immersione in cuscini d’aria più temperata. Come quelli dell’emisfero australe.

E’ online la nuova pagina del Blog del Garolfo. “Namibia!”

Augusto.

Il Garolfo medita sulla posizione prudente di cui parla il neo Direttore della testata pubblica, nel suo dialogo a tu per tu con il gobbo elettronico (che nulla ha a che spartire con la versione domotica di un celebre senatore a vita…). Sarebbe necessario un goniometro per una misurazione accurata, che potrebbe aggirarsi attorno 90 gradi (o giù di lì), per gli affezionati teleutenti del prestigioso tiggì.  Ma si sa. Se così fosse, la giacitura risulterebbe tutt’altro che prudente…

P.S. 1 L’acuto internauta noti lo stato di semi ipnosi in cui versa, al termine del filamato, l’eroe Attilio. Rapito dall’autorevole dissertazione del proprio superiore.

P.S. 2. Visto e considerato che la rete “non dimentica” il Garo suggerisce una ripassatina del discorso di insediamento del neo direttore <<click>>. Buon divertimento.

Scarrafoni.

Il Garolfo  rammenta le parole della nonna Lisetta nel narrare delle ostiche domande del giovedì sera, al Rischiatutto, con il Mike e la Sabrina Ciuffini, in onda sul Secondo.  25.000 lire sudate a suon di talento, nella fase preliminare.   La nonna, bontà sua, assiste il Nostro da lassù, ma la tivvù persevera nella erudizione dell’italico popolo. A suon di record. L’uomo con la pelle più elastica, l’uomo più peloso, quello più alto e quello più basso, l’uomo gatto e quello che ribalta una utilitaria (senza motore) in giro per lo studio. E ancora, la donna Centrale del Latte e l’ ispanico autotrasportatore che si crogiola tra migliaia di scarafaggi croccanti e puzzolenti, in un’urna di plexiglas. Menzione di merito pure per l’intellettuale della natica, che rompe una lunga serie di noci con il didietro.  Puro genio, roba da far impallidire la signora Longari.  E l’abbonato gode per lo spettacolo e si ammanta in un forte senso di autostima per la propria condizione: sicuramente diversa e migliore di quella dei recordman.  Anche questa è psico-tele-alfabetizzazione. Il Garo osserva come  non potesse assolutamente latitare  la donna più rifatta, giusto per non negare un filino di speranza a tutte le fanciulle che di fronte allo specchio storcono (oltre il limite di una già palese asimmetricità), il naso. In fondo, un piatto di minestrone caldo, qualche graffetta, un paio d’ etti di botulino (son due etti e mezzo, lascio?”)  e qualche brugola per riavvitare la mascella nella sede più appropriata,  non si negano a nessuno. Per fortuna, di tanto in tanto, l’Idillio dei Record è interrotto da qualche intermezzo pubblicitario che prova ad attribuire dignità allo status  femminile (vedi),  pervaso, ahinoi,  da un onda oceanica di velinocrazia. Con buona pace per gli oranghi (quelli veri, non i Cristiani a caccia di belle dame). Tutto è perfettibile. Per il momento un bel sei (rosso) per l’impegno.