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Traguardi e traguardi.

La mente del Grolfo va alle centinaia, migliaia di piedi, che picchiano sull’asfalto, per riscaldarsi. Ai pettorali (non quelli di carne, s’intende), che fanno bella mostra di sé, ben assicurati con le spillette da balia. Alle file per fare pipì. Alla mandria di atleti, pseudo atleti e tapascioni che si muovono all’unisono dopo lo sparo, serbando, fin da subito, l’energia necessaria per le ore a venire.  Ma, soprattutto, alla sommità di quella rampa. Ove il nostro scorge una fila di vecchi uomini e donne plaudenti, all’esterno di una struttura a loro dedicata. Alcuni in piedi, altri seduti su sedie con gambe. O con ruote. Il Garolfo svicola di qualche metro dal percorso, risale la rampa e, come (enfatizzando questo come) un atleta navigato che concede un tributo ai propri tifosi, batte il cinque a ciascuno di loro. Che contraccambiano, apparentemente emozionati, con sorrisi, occhi lucidi e pacche di incitamento. Un’emozione fin quasi alla lacrima pervade il Garo, il quale si gira per rivolgere un ultimo cenno di saluto e deferenza a cotanta nobiltà umana. Nell’istante, il Garolfo, non s’accorge. Ma, giunto, si rende conto che questa volta, lo striscione dell’arrivo, era proprio là. Invisibile. Sull’uscio di quella casa di riposo.

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Lördag 28 Maj 2011, il poi.

Ai puntuali ed accoglienti aeromobili SAS e treni SJ;

al cielo d’Irlanda ed al “fresco venticello” della capitale scandinava, che agita le ampie macchie di verde;

al casereccio e gradevole clima festaiolo e paesano del Pastaparty;

al batticuore prepartenza condiviso con altri ventimila bisonti bipedi;

alle decine di paia di occhi azzurri; agli applasusi ed agli hejia hejia Suomi;

al trionfale ingresso nello Stadio Olimpico ed al mezzo giro di pista sul morbido tartan;

alla transumanza di massa verso la zona ristoro, con il vitale ausulio dei corrimano;

alle gentili donzelle con le trecce bionde incaricate alla rimozione del chip, che risparmiano la disumana pena dell’inginocchiamento;

al “meritato” ristoro a base di panini con wurstel e senape (dispensata da una gonfia mammella in lattice), annafiati da fresca birra svedese;

alla doccia calda più lunga e rigenerante della storia;

al consueto, indefinito, senso di nostalgia che avvolge il Garolfo fin dal tempo del rientro;

alle caratteristiche, nostrane,  tradotte bestiame, inequivocabile segnale del ritorno alla vita quotidiana.

http://www.stockholmmarathon.se/start/

Lördag 28 Maj 2011.

Il Garo è pronto. Muscoli tonici, fiato a sufficienza, motivazione alle stelle. D’altronde, le sedute serali e quelle all’alba nei fine settimana con la combriccola dei Garolfirun a qualche cosa saranno pure servite. Controlli pre-partenza.  Nubi vulcaniche: sotto controllo. Iscrizione: effettuata per tempo (per la precisione, con largo anticipo). Desiderio di respirare un pò di fresco venticello del Grande Nord, così lontano dai nostrani miasmi: alto.  Voglia di galoppare assieme a migliaia di altri “atlete” ed  “atleti”,  condividendo l’anelito a giungere sulla linea del traguardo: alle stelle.  Brama di festa, ciocche bionde, applausi,  pasta party, incitamenti e gran casse lungo il percorso, soste ai ristori, sana fatica: indescrivibili. Appetito di svelare con gli occhi ogni angolo sul percorso della Capitale svedese: insaziabile. Perché saranno ore di poesia delle suole. Perché si tratterà  di un evento, come ogni corsa che si rispetti, da 5 a 42 chilometri. Perché anche in questa occasione, vincere sarà arrivare.

http://www.stockholmmarathon.se/start/

Traguardi.

Da qualche tempo il Garolfo meditava di cimentarsi in un’ impresa epico sportiva, quantomeno per mettere a frutto le decine di centinaia di chilometri percorsi, i centimetri di battistrada consumati, i metri quadrati di asfalto, erba, terra battuta, cacche di cane, calpestati. Dopo ampie ricerche, il  Cagnolino Nero Tignoso trae il dado. Destinazione Germania. Baviera. Monaco…

E’ online la nuova pagina del blog del Garolfo: München Marathon 2009.