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A chi.

A chi ride, con il “sorr” davanti o senza.  A chi convive con il nodo in gola e a chi cerca di scioglierlo.  A chi patisce per un distacco e a chi gioisce per un incontro. A chi si abbraccia deciso al cospetto di un treno che allontana o che riunisce.  A chi guida  e a chi pedala. A chi comanda e a chi ubbidisce. A chi trasgredisce e a chi rispetta. A chi chiacchiera e a chi fa. A chi ama e a chi è (solo) amato. A chi batte cinque e a chi invidia (rancoroso). A chi strizza l’occhio e a chi fa il muso lungo. A chi viaggia e a chi resta a casa. A chi paga e a chi incassa. A chi il guinzaglio lo tiene e a chi lo indossa. A chi si butta e a chi si aggrappa. A chi va dal barbiere e a chi usa la macchinetta. A chi tiene la suoneria e a chi “meglio la vibrazione”.
A chi scivola sulla buccia di banana.

E a chi, quella buccia, la dimentica distratto sul selciato.

Buon Natale.

Dal Garo.

Bimbi e mangiatoie.

L’uvetta, i canditi. I ninnoli sull’albero e il muschio nel presepe, anche se ne è vietata la raccolta. Le luminarie dei centri commerciali e le file ordinate alle casse dei negozi. La tavoletta con internet dentro, magari con un bel contratto capestro. Il libro per il papà e le ciabatte in lana cotta per la nonna, che ha sempre i piedi freddi. L’aria chiara dell’inverno ed il bianco algido della neve (dove c’è). I segnaposto con la candelina, il rametto di abete ed il nome scritto con il pennarello argentato. Il bicchiere per il prosecco lungo e quello per l’acqua più cicciotto e basso. Il piatto fondo per il risotto alla zucca e quello piano per la tagliata. L’auto con la slitta di legno chiaro e le catene da neve nel bagagliaio. I loghi dei canali TV con la neve posticcia che cade ed il cappellino da Babbo Natale sulle ventitrè. Il fuoco nel camino che non vedi mai nassuno che si sporca le mani per metterci la legna. Le renne che non fanno mai la pupù per strada e il vecchio barbuto vestito di rosso, con il sacco di juta sulle spalle che cura di nascosto la sciatica con la pomata. I soliti politici che non mancheranno di farci sapere la loro guardandoci dallo schermo TV. Con il maglioncino in lanetta pregiata in luogo della giacca, l’occhio torvo da panettone, l’alberello sullo sfondo e il burp trattenuto a stento. Certi proclami delle Gerarchie, così disonici con il messaggio di quel bimbo. Che rischiano di scatenargli la Sesta Malattia.

E come per ogni 25 dicembre che si rispetti, che regnino la pace nel mondo e la fratellanza. Che sono poi gli auspici di ogni aspirante Miss Italia che si rispetti.

Auguri dal Garolfo!

Presenti.

Tempo di feste. Il Nostro intende fornire (senza presunzione alcuna), alcuni suggerimenti all’omone barbuto di rosso e bianco vestito, per alcuni futuri presenti. Così. Al solo scopo di potergli far risparmiare un pizzico di tempo da “girare” (auspicabilmente), alla tolettatura delle sue fide renne.

Garo Babbo Natale.

All’Amministratore delle Italiche Ferrovie, potresti regalare uno stock di spaventapasseri. Se le linee elettriche si schiantano al suolo per la neve, sarà necessario premunirsi per l’estate. Quando il peggior nemico dei fili ferroviari potrà essere il peso delle rondinelle e di tutta quella congerie di altri uccellacci migratori.

Agli Uomini della Protezione Civile e delle Autostrade potresti procurare un brevetto testè depositato (con il nome di GaroMiniStazioneMeteo). Trattasi di un’asticella di legno con appesa una cordicella di iuta, da esporre alle avversità meteo. Se la cordicella si bagnerà vorrà dire che piove, se si farà umida ci sarà umidità, se si irrigidirà si sarà in presenza di gelo, se oscillerà soffierà il vento, se si inbrunirà  il caldo sarà più che torrido. Se diverrà bianchiccia, vorrà dire che cadranno dal cielo candidi e soffici cristalli di neve.  Se non si vedrà..beh, colpa della nebbia. Il Garolfo è convinto che cotal dono potrebbe contribuire alla risoluzione di gran parte dei problemi dell’italica mobilità.

A Massimo Mignanelli potresti donare una giacca da sci in piuma d’oca e un paio di confezioni di olii essenziali. Così, per proteggerlo dai rigori invernali e rendere la sua pelle morbida e vellutata dopo le saune (di lavoro) nei beauty farm. E consentirgli la miglior presenza al cospetto delle telecamere del Tg1 (sempre alla ricerca delle notizie più succulente scovate nei luoghi turistici più In della Penisola); alla Susannina Petruni, invece, un profilo mascellare un pochino meno squadrato.

Al neo Direttore del Tg7 potresti invece regalare un buono per 365 kebab d’asporto, da consumarsi con le mani nude, ad ora di cena (tra un servizio e l’altro), sul bianco bancone a forma di sette. Con buona pace per eventuali riproposizioni a tradimento.

A tutti noi italici abitanti potresti regalare qualche ettolitro di Digestivo Antonetto (quello con il signore scuro che si tiene la pancia), visto che secondo tutti i tiggì, anche per queste feste, a tavola, trionferà la tradizione (certo che son notizie..).

E, visto che ci sei, potresti procurare al tanto citato Osservatorio di Milano, qualche manipolo di giovani volontari da spedire sui cavalcavia a contare le macchine in viaggio, nei cassonetti della spazzatura per censire le unghie di zampone gettate, nelle Cantine Sociali, per seguire (una ad una), i miliardi di bollicine che trangugieranno a breve i connazionali.

Per chiudere, Garo Babbo, ti imploro. Regala ad ogni singolo parlamentare un biglietto aereo per qualche destinazione (più o meno) esotica (pure l’Africa può esser d’uopo). Sarebbe sufficiente una settimanella di soggiorno. Tra il resto, scommetto che anche tu preferiresti evitare  le loro consuete e stucchevoli dichiarazioni a microfono aperto. Con occhio torvo da panettone, polo in lana vergine e pacchi dono (posticci) rilucenti sullo sfondo.

Spero di esserti stato utile, scusandomi per la lungaggine. Con sincero affetto,

Garolfo.

P.S. Auguri di buone feste a tutti i lettori del blog. Affezionati, o solo di passaggio.

CinePandori.

Il Garolfo intende omaggiare con un post tutti i cinefili che non amano canditi ed uvetta. Suggerendo loro che quest’anno (come, tra il resto, gli anni passati), è possibile evitare lunghe code ai botteghini per gustasi le abilità recitatorie delle più talentuose (e morbide) star nostrane.  Sarà sufficiente accendere il televisore all’ora del tiggì, in un giorno qualsiasi  dopo Natale.  Sarà allora che compariranno i soavi visi dei nostri rappresentanti in Parlamento, per le consuete, concilianti esternazioni a microfono aperto. Certo, non con la tuta da ginnastica. Bensì con il maglioncino di lana vergine leggero; giacca e cravatta nell’armadio Le Fablier o in tintoria. Occhio torvo ed  appannato da bollicine di prestigio.  E burp trattenuto a stento, probabile custode di inimmaginabili reazioni chimiche biliari, con reagenti principali quali cotechino, insalata russa, abbacchio, pastiera e babbà. Il tutto con la sfocata, coreografica presenza, sullo sfondo, del tradizionale alberello di natale addobbato con ninnoli dipinti a mano ed illuminato da soffuse lucine color ghiaccio. Il Garo pensa che se fosse addirittura donata la presenza di un caminetto scoppiettante, il tutto non sarebbe neppure minimamente paragonabile ad uno di quei grandiosi kolossal de noarti. Così tanto markettati in questo questo bel periodo di vacanza…

Auguri!

“Garo Babbo Natale….”

“…lo so che è un pochino tardi per scriverti, ma ho letto che da te i servizi postali sono veloci, non come le ferrovie ed i processi dalle nostre parti. Forse sono poco originale, ma anch’io bramerei ottenere dei regalini. Si tratta dell’esaudire alcuni desideri. E  che inanzi ad un desiderio grande, sarebbe necessaria una lampada grande, da sfregare.  Certo, certo, Aladino e la Grande Marca neppure li conosci, ma si dice per dire. Potresti, Babbino, fare in modo che….

“..la mistica e silenziosa aura della Stella, dei Magi e dei Gesùbambini abbia la meglio sui chiassosi anatemi e sugli invadenti  vaniloqui delle Alte Gerarchie?

..si comprenda che un biglietto di auguri vale almeno quanto 100 sms inviati in serie?

..per strada i passanti pongano più attenzione allo skyline,  ai rumori, agli odori, a dove mettere i piedi, anziché immolarsi come moderni rabdomanti della cella telefonica?

.. Ilaria e Rino (e la riesumata Megan), concedano una meritata tregua nell’offrire parole, promozioni, chiavi, chiavette con 2.000 euro di traffico incluso (che, guarda caso, costano esattamente 2.000 euro)?

…il bianco nonno Gransoleil si cimenti in appassionanti gare di briscola e conceda l’occasione della vita a qualche giovane volonteroso cameriere in cerca di primo impiego?

..i politici risparmino ai telespettatori le dichiarazioni – strenna con il pulloverino in cachemire blu  frescodicartadapacco, l’alberello scintillante sullo sfondo, l’occhio vitreo, trattenendo a fatica i burp indotti da spumante, abbacchio e mandorlato?

Potresti (inoltre) fare in modo di abradere dagli schermi tutti i “meglio di“,  i “collage” i “rewind” i dolceremix“, i “supervarietà” (leggi: minestroni catodici riscaldati)?

E fare in modo che lo stagionato ciambellano della seconda serata non svolazzi per le librerie  (oltre che da un  programma all’altro), con prona deferenza, per presentare il ciclico trattatello di fine anno? E che…

…dopo la bici e il computer, non si portino alla ribalta delle cronache pure i gomitoli di tutti i gatti di Garlasco?

..si badi più all’essenziale. A scapito del superfluo?

…si scelga qualche volta in più  la bici.  In luogo del  SUV?

… non si superi a destra, in autostrada?

Infine, il regalo dei regali. Potresti aiutare il Garolfo ad essere un pochino meno tignoso?  E  fare in modo che si presenti puntuale ai pasti (soprattutto in presenza di ospiti)?

Grazie, Garo Babbo Natale!”

Il Garolfo porge i più sinceri auguri di buone feste a tutti i blogger del mondo. Ma anche a tutti gli allegrici al bit, che alla tastiera (ancora) preferiscono la stilografica.