Archivi del mese: settembre 2010

Sovraesposizioni.

Il buon Virginio lo si può scorgere a far esibire cantanti in erba. A decantare  risparmi mirabolanti cliccando per passare ad altro distributore del gas o dell’energia elettrica. A districarsi tra paroline e sinonimi all’ora di cena, con la sua lombarda “e” chiusa. A promuovere le partite a pagamento (quelle che arrivano dalla terra, mica dal cielo). O a fare bella presenza in qualche sit com sulla tivvù privata. Voce rugosa e fisichetto tutt’altro che asciutto e slanciato, forse a causa di un eccesso di forchettate di pasta che non è fatta di pasta. Ma che si chiama pasta. Un po come lo spezzatino ed il latte di soia. Che chiamano così, pur non avendo nulla a che spartire con il maiale ed il bianco e fluido prodotto della mucca. Il Garolfo, tra la copia e l’originale, predilige l’originale. E se copia dev’essere, tanto vale fare uno sforzo di fantasia per attribuire dignità di sostantivo originale ed autonoma. Con buona pace se il testimonial ha il dono dell’ubiquità catodica.

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