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Primodentino.

Pochi momenti sono così eccitanti nella vita di un blogger come la scoperta dell’eruzione del primo dentino della propria creatura. Trecentosessantacinque giorni sono trascorsi dalla prima sgambatina in Rete del Garolfo, dal primo approdo sulle rive virtuali di questo sito. In solo un anno il mondo (e l’Italia), rivoluzionati.

Gli eletti finalmente si fanno incalzare da giornalisti tignosi, confutando punto su punto le loro pungolature. I Direttori dei tiggì hanno deciso di lasciare la loro parte di lavoro ai metereologi e non mostrano più gli anziani d’estate che si arieggiano con i giornali sulle panche del parco, i bambini che bevono avidamente l’acqua clorata delle fontane e le strade delle città desolatamente vuote sotto la canicola, con i semafori lampeggianti che se ne fregano di chi ha precedenza. I Direttori medesimi hanno vieppiù consigliato ai loro sottoposti di dedicarsi alla narrazione di novelle un pochino meno vacue rispetto a quelle di seguito elencate. Il campionato di Hot Dog di Coney Island (solo per stomaci di ferro); il problema delle scimmie obese dello zoo di Shangai; l’incidente (senza feriti) sull’autostrada del Canada: da un camion evadono 12 milioni di “esseri volanti” (api) (*)

La Società Autostrade sconta il pedaggio del 50% a chi utilizza la saponetta grigiogialla, trasferendo ai già spennati utenti parte del risparmio per il casellante messo a fare la contabilità in un ufficio, fuori dal casotto di acciaio. Gli automobilisti, a loro volta, non si ammassano tutti assieme, lo stesso dì, sulle strade, sotto il solleone, con l’orecchio teso alla marconiana Ondaverde (viaggiare infornati). La banca sotto casa non applica più la commissione di Massimo Scoperto, perché a Massimo, che è il Direttore, la mamma ha messo il trapuntino (sennò gli si infiamma il nervo sciatico, come ai correntisti). Le compagnie dei telefonini, bontà loro, hanno rinunciato ad attivare a tradimento le segreterie telefoniche (con le quali paga chi chiama, paga chi riceve e paga pure l’appuntato che ascolta con le cuffie, davanti ad un mixer e ad un brogliaccio).

Il Garo si illude intimamente che parte di questi cambiamenti epocali sia da attribuire al suo blog. Ride senza ritegno, piega il capo verso la sveglia sul comodino che gli donò la sua nonna: un colpo secco ed il silenzio torna a regnare. Si, si, due minuti ancora.

(*) Serie di “ultim’ora”, sfornate nel rigoroso ordine d’apparizione di cui sopra, dal Tg2, ore 20.30, di domenica 6 luglio 2008. Per una compiuta definizione di servizio pubblico radiotelevisivo, click qui.