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Domotica.

Nonna Zita è appena rientrata dalla parrucchiera la quale, come da prassi, le ha lisciato a dovere i capelli turchini. Si dirige verso la cucina, accende il gas  e ripone il tegame con la minestra d’orzo a riscaldare per il pranzo. Pur essendo duretta d’orecchio, ode armeggiare oltre l’uscio. Un rumore fragoroso e un losco figuro le si para innanzi, brandendo minacciosamente un oggetto che a prima vista potrebbe assomigliare ad un’arma impropria. “Vecchia, caccia il grano o ti spedisco (poc) anzitempo al Creatore”. “Mi scusi, non capisco, potrebbe esprimersi in modo più comprensibile?” “Vecchia stordita, caccia il grano o ti faccio fuori”. “Grano? Ma quale grano!”. E’ orzo, nel minestrone si mette l’orzo!” “Il gusto si fa inconfondibile!” “Con il grano si fa la farina”. “Certo, se la minestra non è densa a sufficienza, allora si può mettere un po di farina, è quello che intende?”. L’ospite, da bianco che era,  si fa scuro in volto. Comincia a urlare, sudare copiosamente e a far roteare l’oggetto che stringe nella mano destra. “Oddio, che succede, signore, si sente male?”. E’ in questo momento che “nonna Zì” si ricorda del regalo del figlio Ermenegildo. “Mamma, ecco. Questo è il TeleSalvaLavita”.  L’ottuagenaria lo porta al collo da una quindicina d’anni, assieme al crocifisso del fu marito, quasi fosse un amuleto. Preme il pulsantino rosso ed improvvisamente si spegne il televisore (e con esso la piazza del sig. Magalli). Si aziona il Teddy Bear tecnologico del nipotino, si chiudono le persiane, si accendono forno a microonde, lavatrice e lavapiatti.  L’ospite, atterrito, oltrepassa nuovamente il limite dell’uscio precipitandosi a scavezzacollo per le scale, quindi fuori, nel giardino condominiale e via, oltre la guardiola del portiere, ad invocare a squarciagola un esorcista (di quelli bravi, mica uno qualunque…).  Nonna Zita spegne il gas sotto la minestra d’orzo, perché sennò attacca.  Impugna il suo palmare WiFi e chiama l’ormai cinquantacinquenne Ermenegildo. “Ciao, Ermè. Come stanno Luigino ed Annuccia?” “A proposito.  Sai mica se negli ultimi anni  il Ministero ha riallocato qualche banda di frequenza?”

Nonna "Zì" e il suo gingillo.

Dopo aver salvato decine di nonnine da sincopi fatali.  Dopo aver  illuminato le idee di molti uomini cinti da fascia tricolore, con il Palo della Luce . Dopo aver tutelato l’incolumità di schiere di adolescenti neopatentate assalite da bruti in luoghi isolati. Dopo aver evitato centinaia di migliaia di bernoccoli in caso di black out. Ecco che il signor Beghelli propone il Tetto d’oro. Sotto il quale gli interruttori sputano monete sonanti. Ove l’operaio che ha appena completato l’installazione di pannelli fotovoltaici, con caschetto aziendale giallo piantato nell’ovale, rifiuta categorico l’apertura del portafoglio del committente, padre di famiglia.

Il Garolfo ne ha tratto così spunto per convincere il proprio idraulico di fiducia ad aderire all’iniziativa “Tazza d’oro”. Quindi, niente apertura della bisaccia per saldare il conto.  Risultato: ecchimosi su buona parte della pelliccia e decreto ingiuntivo notificato dall’Ufficiale Giudiziario. Nulla da eccepire. Di Signor Beghelli ce n’è uno. Uno soltanto.

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