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Epiloghi.

Il Garo si butta nella via gelida dopo aver salutato il fido Davide della Portineria. L’istintivo intento è quello di procurarsi un paio di presenti per la Signora Befana. Dopo qualche decina di passi volge il capo(ccione) e scorge, accanto all’entrata di un negozio di sport, un’epigrafe a caratteri sgargianti. “E’ FINITA!”. Al Nostro sovvengono sobbalzi d’animo, soli che si spengono, vulcani che eruttano, alieni cannibali che sbarcano, terribili profezie di Nostradamus, donzelle che con gli occhi velati dalle lacrime fissano il loro uomo facendo oscillare orizzontalmente il capo. Ancora: cimeli mentali legati a festeggiamenti boccacceschi dopo la Maturità Tecnica Commerciale o al termine della Naja. Ben presto si accorge tuttavia che il concetto è riferito a più  venali, economiche ragioni. Curiosa tra i banchi affollati da clienti che razzolano alla ricerca dell’occasione della vita. Cappellini, sciarpe, piumini, tute da ginnastica, magliette second skin (!). Nulla che lo ispiri realmente per riempire la calza della Vecchia. Còlto da irrefrenabile ed improvviso desiderio di oblìo (fatto straordinario per un Animale Socievole come il Garolfo), si dirige apparentemente deciso verso l’uscita.

La Flotta

A lato, però, appaiono in tutta la loro bellezza e carico di “significato mistico e soprasensibile“.  Ordinatamente e soavemente appoggiate sugli espositori in plexiglas trasparente, dai colori variopinti  come piccoli animaletti tropicali e con i loro cordoncini (ancora) candidi. Il Garo, in prima battuta, rivolge lo sguardo altrove per evitarne il carisma ammaliante e fatale. Ma ormai è  trascinato dalla coda del ciclone che lo risucchia ad ampie parabole fino al suo occhio. [Qualche maligno addirittura azzarda la seguente matematica proporzione: Garolfo sta a scarpa da corsa come donna sta a borsetta N.d.G.]. Dopo cinque minuti, la destra è già alla zampa. Pure per la sinistra la drammatica sorte è scontata. Rapida prova morbidezza ed in un blitz la scatola di (e di color) cartone è nel cestino posteriore della Ronzina (non senza essere passata per le forche caudine della bionda, estroversa, signora della cassa). Così, la già ridondante e pingue flotta (dalle anzianotte alle più imberbi), è in festa nella trepidante attesa del fiammante arrivo. Con buona pace per l’anziana signora con il cappellaccio nero ed il naso bitorzoluto.