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La Kà gialla.

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Appuntamento per le ore 04 e 30 sotto casa. Ad ore 04.20 il provvidenziale messaggio sms: “ritardo di 15 min”. Garolfo è dotato di olfatto fine e quindi, con Anna, aveva inconsciamente deciso, a priori, di prolungare il sonno. Sobbalzo. 04.35: il driver sarà sicuramente in arrivo, con sotto il sedere il singolare prodotto della creatività e del design automobilistico a stelle e strisce. Risciaquatina rapida, mescita del caffè con moka ancora gorgogliante e ricerca per casa dei bagagli sommariamente preparati un paio di ore prima. Volata per le scale: i tempi dell’ascensore idraulico non sono compatibili con quelli dei Nostri. Segue l’ attesa del mezzo che condurrà la comitiva lungo le strade del bota. Con aria di sufficienza, i due lasciano intendere di essere in impaziente attesa da almeno 20 minuti ma il fiatone, l’occhio vitreo e la gocciolina di sudore sulla tempia guastano la recita. L’enorme Citrus limon Burm osseva gli assonnati da vicino, con i suoi occhioni luminosi; una figura scura dal profilo fiero si intravede dietro il parabrezza, circondata da una densa nuvola di fumo biancastro. Via. Il paesaggio scorre veloce ai lati. Il “Garo” annusa la rugiada sulle viti prima, e poi, con il sole un poco più baldanzoso, gli umori delle porcilaie: il tutto frammisto all’aroma dolciastro delle Marlboro Light. Anna si crogiola tra le braccia di morfeo raggomitolata sul sedile posteriore: telo mare sotto el cabezon, valigie e borsa portaMac come confortevoli poggiagambe. “Questa è l’ultima fino alle dieci di questa sera”. Frase significativa e di ampio respiro che, una sigaretta dopo l’altra, ridonderà nell’abitacolo fino a destinazione. Praticamente nulla, in confronto, al numero di volte che il lettore ottico dello stereo si poserà sulla celeberrima traccia (tk) numero dieci. Quando la forza di gravità e le curve appenniniche danno il meglio, il cocchiere de noartri sfodera il nerbo del nuovo millennio: inserisce il turbo. O disattiva l’aria condizionata, che poi è uguale. “Non trovate che questo cruscotto sia ancora moderno?” Dal sedile posteriore silenzio. Garolfo invece annuisce persuaso.

GRA. Non siamo finiti ruote all’aria in uno stagno ai bordi dell’autostrada. Si tratta semplicemente dell’acronimo di Grande Raccordo Anulare. Garolfo cerca di spiegare al driver che cosa differenzia la Carreggiata esterna da quella interna; subito però, suo malgrado, realizza di essesi infilato in un vicolo cieco, nonostante la strada si dipani larga ed accogliente. Anna si riaffaccia tra i due seggolini. Morfeo è sedotto…e abbandonato. Un’altra “paglia” brucia di piacere. “La prossima, prometto, alle dieci di stasera”. La Città Eterna è adagiata subito oltre il nostro orizzonte. Ma questo sarà tutto un altro (gran bel) viaggio.