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Adiuvanti.

La scarsa porosità e ruvidezza della carta rende il rotocalco poco utile per un utilizzo, ehm, diciamo biblico. Tra il resto, il medesimo non si presta neppure ad essere di aiuto nell’accendere la stufa, poiché produrrebbe solamente quella fastidiosa ed inconcludente fiammella blu. Il Garolfo si rassegna allora a trarne beneficio d’altro genere,  sfogliandone distrattamente alcune pagine anche al fine di trovare le ultime nuove sulla bionda pulzella che combatte il gonfiore a colpi di cucchiaiate di yoghurt ed il secco figlio d’arte con occhietto turchino. “Antonella, la cenerentola, è tornata regina della Rai”. Con tanto di servizio fotografico della procace presentatrice-cuoca che reca in braccio la sua piccola con la punta del nasino pixelata. Così, tanto per non creare incomodi al Garante della privacy e mettere in salvo l’etica professionale. “Per Ricucci e la sua pupa, vacanze sempre più calienti; Flo (?) non riesce a staccarsi un attimo dal Suo Stefano e si avvinghia a lui come se fosse il suo salvagente….”. E ancora, pagina dopo pagina. “Così Renzo ha abboccato all’amo della biondissima pupa…”. Il Garo nota come la pargola non porti il nome di Lucia e la riccioluta matricola con le branchie non tenga stretto nella mano destra alcun cappone. “Renzo ama Lilli, la mia cagnolina…io e lui ci diciamo sempre tutto…”. Si passa quindi a Nicole Grimaudo: “Il mio sogno nel cassetto: diventare mamma…”. E il Garo che già fantasticava sul suo desiderio di conseguire la laurea in ingegneria per l’applicazione pratica del nucleo dell’atomo desunto dai principi della fisica nucleare e dall’interazione tra radiazione e materia…“. “Pizzicati in Sardegna Alberto Aquilani e Michela Quattrociocche. Sembra che l’attrice (?) non veda l’ora di lasciare l’Inghilterra…”. “Roba da non dormirci la notte”, rimugina il Garolfo.

Ma lo stimolo decisivo e liberatorio sopraggiunge improvviso ed inaspettato con l’intervista a Luce Caponegro (in arte Selen). “Un passato da attrice a luci rosse, oggi mamma e donna che ha voglia di famiglia”. Sono passata nel fuoco senza bruciarmi .  Ho paura ad aprire il mio cuore, non mi mancano i corteggiatori, ma finché è amicizia sono socievole, poi abbasso la saracinesca“. Ecco. Al  Nostro sovviene il ricordo del vetusto macellaio di fiducia.  Pure lui ha deciso di cessare l’attività professionistica, dopo averla tenuta aperta per decenni (la saracinesca). Feste comandate comprese, tra fegatini, ossibuchi, stinchi e controfiletti. Ma nulla gli può vietare una bella fettina di cotechino a Natale ed una succulenta grigliatina.  Ogni tanto….