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Dieci.

Il Garolfo è ancora ebbro delle ciance con gli amici. Della luce maschia del fuoco nel caminetto, filtrata da fumo in banchi e da cadaveri di vetro esanimi disordinatamente sparsi sul lungo tavolo di legno, con il sigillo dei Monopoli di Stato che si interrompe repentinamente sotto il tappo, per riprendere in un altro luogo del collo trasparente. Quegli amici che si incontrano per la prima volta o solo durante le Feste Comandate, ma è come si fossero incontrati ogni fine settimana. Quelle ciance che riportano agli anni che furono ed agli inevitabili e dilettevoli (oltre che un filino nostalgici) paragoni agli anni che sono. Hanno risposto all’appello di fine anno lo sfrondato, il cinico, l’osservante, il teatrante, l’annusatore, il riflessivo

Accende quasi per sbaglio la tivvù, esotericamente sintonizzata sul proprio tiggì “preferito”, quello del Primo Canale. Collegamento in diretta (!) “con il regno dello shopping capitolino, via Condotti”. “In fila da quanto tempo? In cerca di che cosa? Cosa avete comprato? Quanto avete speso? Quanto ha risparmiato? L’avvio dei saldi a Roma è andato bene, ora colleghiamoci con Milano. Si è posta un limite di spesa? Ci sono ancora occasioni in giro? Che sconti fate ai clienti?”. Il Garolfo è profondamente sorpreso di questa epocale svolta verso il giornalismo d’inchiesta: certo, si deve ricredere. Proprio lui che ha sempre diffidato dell’adagio “anno nuovo vita nuova”. Il Nostro, tuttavia, ama la tradizione e decide di non riportare su queste pagine i rimanenti scoop di inizio anno, limitandosi a riproporre, paro paro, per il secondo anno consecutivo, il post dell’AnnoDomini duemilaotto (rinvenibile a questo link ), invitando i visitatori del blog ad indicare le vitali notizie di inizio anno ivi colpevolmente non menzionate.

Terminato il proprio programma preferito (e venuta quindi meno ogni logica motivazione a tenere viva la luce azzurrognola del tubo catodico), aziona il pulsantino rosso dell’off. Ripensando, ancora per un istante, alle ciance ed agli amici: quelli che si incontrano per la prima volta e quelli delle Feste Comandate. Ora, che la quotidianità si staglia nuovamente all’orizzonte. In vigile, inesorabile agguato.