Namibia!

Già da qualche giorno, la Anna Armeggia con un curioso esemplare di torcia elettrica a led, munita di una bizzarra manovella nera, che, roteata, emette un suono non dissimile  da quello che si può udire nei paraggi di una centrale idroelettrica. A domanda del Garolfo, la dama risponde che trattasi di imprescindibile orpello per il ristoro di apparecchi radiomobili nonvivavoce, in condizioni di totale assenza di elettricità. Il Nostro già da tempo assapora con voluttà, l’assenza di inquinanti fonti luminose nonché la presenza di spettacolari tappeti di stelle conficcate nella volta australe. Pensa altresì che per l’affrancamento totale dall’inquinamento acustico e da SMS sarà necessaria una fiera lotta. La prima battaglia parrebbe appannaggio della Garolfa , ma la guerra è ben lungi dall’essere vinta.

L’acuto (o distratto internauta) intuirà che dopo mesi di duro trabajo, finalmente è giunta l’ora per un poco di comfort. Relax, massaggi, asciugamani in seta, strutture super deluxe, carrelli stracolmi di bolliti misti, camerieri con tovagliolo immacolato adagiato sull’avambraccio, pass elettronico al polso, free drink card. In buona sostanza, risuonano nuovamente le sante (e rugose) espressioni cult della Nonna Lisetta. “El vegnerà ben giù el bec dal saùc!”  Che in linguaggio comprensibile ai più, sta a significare che i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Il precipitato di quanto sopra sta a significare che  il Garo si rassegna al fatto secondo cui prima o poi la tragica esperienza scout del campeggio sarebbe dovuta arrivare. Dunque, che sia accolta. Namibia!

IL VIAGGIO (durante).


Analogamente a quanto già specificato in altri angoli di questo blog (dei quali in tale sede si attua pedissequamente la procedura CTRL C – CTRL V che i windowsiani ben conoscono), in considerazione dell’estrosità e delle oscillazioni umorali  dei viaggiatori, il programma sotto riportato, potrebbe subire piacevoli, inaspettate varianti, anche legate ad incontri, mezzi di trasporto usati, fascino delle terre calpestate.

1°  e 2° giorno – 29 giugno.

NAMIBIA


I Nostri (soprattutto uno dei due), si godranno, con gli amici di British, il lungo Volo per Windhoek dal capoluogo lombardo, via capitale dello United Kingdom e Johannesburg. Quindi trascineranno il loro bagaglio minimalista fino ad una Guesthouse nel centro; durante il pomeriggio, gli avventurieri potranno addentrarsi nel tessuto urbano della città, visitandone  i musei ed osservandone l’architettura. Le papille gustative del Garo-randagio risultano di solito particolarmente stimolate, quindi, alla sera, la cena sarà d’obbligo in uno dei tanti ristoranti tipici, magari  per assaporare l’ottima selvaggina locale.

3° giorno – 1 luglio.

WINDHOEK/SESRIEM

Si cominceranno a macinare i primi chilometri e, superate le montagne accidentate del Khomas Hochland, i moderni avventurieri raggiungeranno il deserto attraverso il Gamsberg Pass, un imponente montagna piatta e una delle più alte della Namibia. Dopo una breve pausa a Solitaire per il pranzo, arrivo al campeggio nel pomeriggio per montare il primo campo (!). Non appena la canadese avrà mostrato (picchetti e manuale delle Giovani Marmotte alla mano)  un profilo  accettabile e la Garolfa avrà fornito prova dei suoi trascorsi scoutistici, nel tardo pomeriggio la ciurma potrà optare per una breve passeggiata alla Elim’s Dune, al confine del mare di dune di sabbia da dove si dice godere di un tramonto spettacolare. Dopo che la palla di fuoco sarà sprofondata tra i milioni di granelli di sabbia, Garo & C. faranno ritorno al campo dove attenderà una succulenta cena preparata dalle  guide. Quindi nanna (nella canadese di cui sopra).

4° giorno – 2 luglio.

SESRIEM

La ciurma “salperà” dal campo prima dell’alba (tale locuzione lascia intuire un orario che inquieta non poco il Garolfo, N.d.G.) verso Sossusvlei, distante circa 65 km. Prima di arrivare al cuore del deserto vi sarà una sosta alla duna n. 45, sulla quale i nostri zompetteranno  per poter ammirare l’alba. Indi direzione Sossusvlei-Deadvlei, pantano argilloso da cui affiorano scheletri d’alberi e circondato da immense dune rosse, paesaggio ideale per la reflex del Cagnolino Nero Tignoso.  Brunch prima di rientrare al campo dove potersi rilassare (magari con un tuffetto in piscina) o dedicarsi alla esplorazione pedestre  nei dintorni del  Sesriem Canyon. La giornata si concluderà con un nuovo spettacolare tramonto nel coloratissimo deserto circostante. Se i calcoli statici per la tenuta della tenda si riveleranno errati, poco male:  il premio di consolazione “Architetto dilettante dell’anno”  sarà una notte sotto le brillanti costellazioni dell’emisfero australe.

5° giorno – 3 luglio.

SESRIEM/ SWAKOPMUND

Partenza in primissima mattinata (il Garo rammenta ogni giorno più nitidamente le sane dormite dei giorni lavorativi), incedendo senza indugio alcuno nel percorso desertico fino a raggiungere Walvis Bay. Qui i Nostri visiteranno  la  laguna (sito protetto RAMSAR), ove sarà probabile osservare diverse specie di uccelli tra cui i fenicotteri, pellicani, pivieri, piovanelli, ed altri trampolieri migratori. Dopo una breve pausa alla fabbrica di sale, i safaristi raggiungeranno Swakopmund, piccola cittadina ricca di monumenti storici, oltre che paradiso per i novelli MacGyver africani, che amano cimentarsi in sand boarding, quad biking, voli panoramici, paracadutismo, dolphin cruises, varie ed eventuali. La notte sarà trascorsa in doppia in una guesthouse vicino al centro (il Garo bacerà ogni centimetro quadrato delle quattro mura in mattoni e del tetto).

6° giorno – 4 luglio.

SWAKOPMUND/SPITZKOPPE

La mattina sarà a disposizione per partecipare alle attività di cui si è testé detto o per visitare il museo, l’acquarium, esplorare la città (spesso definita più tedesca di alcune città della Germania), o semplicemente rilassarsi (ecco, il Garolfo non disprezzerebbe neppure quest’ultima opzione).  La partenza è prevista dopo il (sicuramente meritato) pranzo, seguendo in parte la Skeleton Coast,  prima di piegare verso l’interno per Spitzkoppe (detto anche il “Cervino dell’Africa”), un enorme massiccio che domina il circostante deserto, ove la carovana giungerà nel tardo pomeriggio e avrà l’opportunità di esplorare questa particolare area ricca di strane forme rocciose originate dall’erosione millenaria; seguirà cena preparata dalle guide a la notte si trascorrerà sotto lo sguardo vigile di un miliardo di astri in un campeggio libero, privo di bagni e docce. Ottima soluzione. Il Garo non ama particolarmente le code: quelle in autostrada, quelle per pagare il bollo della vespa…e quelle di cui si tratta.


7° giorno – 5 luglio.

SPITZKOPPE/HOBATERE

In mattinata i Garolfi si cimenteranno in una camminata al Bushman’s Paradise, per osservare le pitture rupestri dei boscimani e godere di una vista sul vasto deserto; da qui nuovamente su quattro robuste ruote per arrivare al  campo successivo nel tardo pomeriggio. Hobatere è al confine occidentale dell’Etosha National Park e il campeggio è allestito attorno ad una selva di macigni ed alberi che rendono (si narra)  il posto incantevole. Se i nostri viaggiatori non saranno invisi alla Dea Bendata, potranno ammirare già le prime bestiole intorno alla pozza fuori dal campeggio.

8° giorno – 6 luglio.

HOBATERE
Partenza per Opuwo con l’obbiettivo di visitare la tribù degli Himba, straordinaria e orgogliosa popolazione che vive nella regione del Kunene. Allevatori di mucche e capre, alcuni di loro vivono ancora tradizionalmente in un ambiente ostico. Il Garo & la Anna saranno accompagnati da una guida locale che farà da interprete e proverà a spiegare come possano sopravvivere alla nostra modernità (il Garolfo qualche idea l’avrebbe…). La Comitiva farà ritorno al campo nel tardo pomeriggio per preparare  i primi appostamenti  alla pozza per osservare l’avvicinamento di animali prima che la cena sia servita.

9° giorno – 7 luglio.

HOBATERE/OKAUKUEJO

Ingresso trionfale al parco attraverso la porta occidentale e successivo safari fino a raggiungere Okaukuejo. Si dice che questo enorme parco sia un paradiso terrestre per le specie animali, oltre che uno degli ecosistemi più importanti del continente africano. Montato il campo (con la canadese che di giorno in giorno assume sempre più le sembianze di una tenda) vi sarà la possibilità di cimentarsi in un nuovo safari nel tardo pomeriggio, con annesse visite alle le pozze vicine in cerca dei BIG FIVE. Elefanti, leoni, rinoceronti, kudu, enormi mandrie di zebre, springbok, gnu (in tutto più di cinque, ma poco importa).  In nottata i nostri esploratori si potranno nuovamente appostare alla pozza del campeggio, celebre in quanto spesso visitata dal raro rinoceronte nero. Anche se tra tutti, l’essere vivente più apprezzato dalla Anna è LEI, la Gira. Unica, tra tutti, con un incedere elegante, fine ed aristocratico. Modi d’essere  muniti di notevoli affinità elettive con la bionda Regina del Safari.

10° giorno – 8 luglio.

OKAUKUEJO/ONGUMA CAMP

(Nuova) partenza all’alba per un safari mattutino con annessa visita alle pozze lungo la strada per Halali, dove i Garolfi trascorreranno le ore più calde, lenite da una  nuoticchiata in piscina. Nuovo safari nel tardo pomeriggio fino a Namutomi via Pan, un’immensa distesa a perdita d’occhio con sosta per il montaggio della tenda, che ormai “viene su” ad uno schioccar di dita.

11° giorno – 9 luglio.

ONGUMA CAMP/WATERBERG

Ultimo safari mattutino e rientro al campeggio per colazione (anche questa descrizione fa presagire un bel risveglio al fresco dell’alba N.d.G.). Breve fermata al lago Otjikoto prima degli approvvigionamenti freschi a Tsumeb e via fino ad Hoba dove si trova il meteorite più grande al mondo (o il cratere da esso creato…). Arrivo in tardo pomeriggio a Waterberg Bush Camp, nella parte orientale del Plateau; indi tramonto dalla sua cima con ottima veduta sul Kalahari e su crocchi  di svariate  bestie, quali struzzi, eland, springbok kudu ed impala (se il leone azzanna ed il lama sputa, il Garo si chiede tremebondo quale caratteristica possa rendere pericoloso questo sconosciuto essere…).

12° giorno – 10 luglio.

WATERBERG/WINDHOEK

In mattinata, il manipolo di novelli Indiana Johnes, si renderà protagonista di una passeggiata per il Plateau e quindi farà ritorno a Windhoek via Okahandja Craft Markets, il mercato artigianale più importante della Namibia. Quindi giungerà nel pomeriggio alla Guesthouse  per sorseggiare un drink di fine safari e per distillare il ricordo dei bei giorni trascorsi. Possibilità, infine, di una visita guidata presso una una Township di Windhoek, prima del canonico appuntamento con la cena.


13° giorno -11 luglio.

WINDHOEK

Mattina dedicata dai Gari erranti alle ultime ore  nella capitale namibiana prima di essere riaccompagnati al Chief Hosea Kutako Internarional Airport per il voletto di rientro. Il Garolfo, al tempo, sarà sicuramente in severa astinenza da italica  informazione televisiva. Già sognerà le dosi massicce di Supervarietà estivo, da iniettarsi direttamente nel cervello, sdraiato inerme sul divano.  In attesa del ritorno del Supervarietà invernale, quello in seconda serata, condotto dal decano dei giornalisti d’inchiesta.  Oltre che della Licia, per riammirare, con il filtro del tubo catodico, tutto quanto già gradevolmente assaporato in prima persona.

IL VIAGGIO (dopo).

Come al ritorno da ogni viaggio che si rispetti il Garo, dopo quattro docce (dalla funzione speculare rispetto alle quattro mani di bianco su una vecchia camera) e una sana e lunga dormita, prova a raccoglere qualche idea, il cui precipitato è leggibile nei tributi qua sotto (qualsiasi integrazione dei protagonisti, ovviamente, è ben accetta…).

  • Alla assistente del volo BA 0056. Cordiale, premurosa, professionale (something to drink, Sir? Cofee, Tee….). Ma sopratutto giovane da tanto tempo.
  • Ai fenicouteri di Walvis Bay.
  • Ai monoliti di Spitzkoppe. Baciati dal sole e dalla luna.
  • Alla prima Gira avvistata ad Hobatere. Sinuosa, elegante, slanciata come le altre migliaia di colleghe che popolano il territorio namibiano.
  • Al “ditemi perché, se la mucca fa MUU l’impala non fa IMPAAA‘…”.
  • Agli elastici vagabondi di Renato.
  • Alla folta criniera del Re Leone e a quella della leonessa Kiarella, scampata miracolosamente al rito delle treccine.
  • Alla drammatica vicenda  del Teddy Bear rapito in un esclusivo lodge di Opuwo, rifocillato con mele sudafricane e successivamente liberato dietro sostanziosa fornitura di arachidi tostate frammiste ad uvetta, rigorosamente griffate Simba. (foto sotto).
I malviventi con l'ostaggio

I malviventi con l'ostaggio.

  • Agli ziiip delle tende all’alba.
  • Alla delicata e rinfrescante rugiada mattutina che ha accompagnato  gli avventurieri durante le prime ore di ogni dì in terra africana.
  • Alle tazze (non quelle per fare colazione) collocate nel nulla, ma accuratamente riparate con fascine di legna.
  • Ai comportamenti concludenti di Mathieu, carichi di forza esortativa intrinseca che ha indotto gli avventurieri ad ipnotiche efficienza e puntualità.
  • A “Mattteooo, my friend!”
  • Alla soffice imponenza degli elefanti e, in generale, a tutte le bestiole della Namibia.
  • Ai signori Amuchina e Quechua, sicuramente ritiratisi, non in tenda, in qualche paradiso tropicale a godersi le ricche sostanze accumulate.
  • Ai dossi ed alle cunette delle strade, che hanno contribuito a tenere desta l’attenzione degli avvistatori.
  • Al GPS sonoro di Paola.
  • Alla amarula di Franco ed al Whisky scozzese (miglior riserva), di Max, tanto apprezzato dal boccoluto steward del volo BA 0564.
  • Alla capiente teiera maxi di Rastus (foto sotto).
  • Al Gioca Jouer (click) del perfetto campeggiatore (l’acuto internauta coglierà sicuramente il commento su You Tube di Magdalen09 N.d.G.).
  • Al “Non dire ca…ppero se non ce l’hai nel sacco“.
  • Ai gelatinosi corpi di otaria abbandonati alle onde dell’Atlantico e sulla battigia di Cape Cross.
  • Alle italiche melodie cantate a squarciagola nel Pumba, tanto apprezzate dal fido Rastus.

Acqua calda a go go

  • Alla prorompente natura della Namibia, che pare non curarsi della curiosità degli uomini che colà passano (leopardo docet). Per ammirarne le meraviglie.

Testi e fotografie: Garolfo 2009.

7 risposte a “Namibia!

  1. hola compagno!
    ammazza che attività! già online dopo solo un giorno….come è andato il ritorno? io mi sento finalmete pulita nonostante il caldo e l’umidità lagunari.
    un bacione alla coppia più bella dell’emisfero.
    fatevi sentire!
    kiz

  2. ….la griffe era Simba….

  3. @ kiarella

    Grande, la Leonessa della Laguna! Sempre “sul pezzo”. Il Garo ringrazia per il prezioso contributo….

  4. Ciao Garooo!!!
    Qui a nord-ovest tutto ok, compreso rientro al lavoro assai traumatico…

    Piccolo tributo anche…

    Agli impetuosi rivoli d’acqua che dal fondo del Pumba talvolta inzuppavano i nostri zaini e… svuotavano le taniche.

    Ai biscottini di fine serata divorati all’ istante che testimoniavano la pietà della nostra imperturbabile Guida per i dodici affamati al seguito.

    Ciao a presto!
    Saluta la Garolfa!

  5. @Renato
    Il Garo archivia anche i preziosi contributi del fido Renato e si cimenta (da Gobbo a tempo parziale e forse per questo poco credibile) in un inno che lo renderà, in ogni caso, felice: Forza Torooooo!

    PS1: Conserva gli elastici di troppo…chissà, al prossimo viaggio….
    PS2: Aiuta il Garo a tenere d’occhio le performance del “Minzo”!
    Ps3: a’pouzza….

    a presto!!

  6. Ciao Garo!
    Vedo che la vicinanza dei mitici … granata (per i pochi non informati in ritiro in quel di Folgaria) ha su di te benefici influssi.

    Conserverò gli elastici, ma tenere d’occhio il Minzo… la vedo dura! Mi viene già l’orticaria.
    Infine a’ pouzza. A forza di guardarla ci siamo finiti dentro, come testimonia il tuo ultimo post… Impantanati!!!

    Saluta la Anna, sempre tra grappe e branzini…
    Ciaooo!!!

  7. GAROLFO SEI SEMPRE IL MIO PREFERITO!!Bellissime le foto …

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