Fruttoni.

Niente asciugacapelli da campeggio. Niente caricabatteria a manovella. Niente torce elettriche. Neppure i fermenti lattici (anche se, magari…). Nessuna traccia di ZainiMilleTasche gonfi come una tarma dopo un lauto pasto nel guardaroba invernale. Senza moschettoni, corde, zanzariere, sacchi a pelo, materassini, asciugamani, borracce termiche, repellenti strong per le forme più inusitate di insetti (anche se, magari…). Solo una scartoffia con scritto il nome di un hotel sulla Trentaduesima. Qualche straccetto, tanto per non patire in maniera eccessiva i rigori invernali.  La reflex, quella si. Con l’obbiettivo nuovo. Anzi, usato. Ma non ancora pagato. Comodato di prova. Neppure il tempo di porgere l’estremo saluto al suo eroico predecessore, passato a miglior vita durante la Maratona di Monaco di Baviera.  I cui ingranaggi di zoom apparivano, ad onor del vero,  già fortemente immunodepressi a causa di prolungata (e, a posteriori, fatale), esposizione ai letali  granelli di sabbia desertica. Un paio di biglietti del treno ed un paio dell’aereo. Quattro giri di chiavistello. That’s all.  Il Garolfo attende con ansia l’intensa vita urbana d’oltreoceano. Perché asserire il contrario potrebbe apparire un tantino azzardato…

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