“Bissione”. (Parte seconda).

2/2. Continua da “Bissione” (parte prima).

Dunque, dove si era rimasti. Ah, certo. Il Garolfo, bello soddisfatto, si reca (uff, di nuovo) alla casa del Padre (certo, sempre il proprio, non quello Supremo). Gli mostra orgoglioso le tre ricariche, con misure mozzafiato. Cento – sessanta – sessanta.

  1. Scopri il codice segreto a 10 cifre, grattando la striscia in basso a destra.
  2. Annotati e tieni a portata di mano il numero della tessera Bissione Premium che vuoi ricaricare.
  3. Accertati che la tessera sia inserita correttamente nel box interattivo sintonizzato su Premium Attivazione.
  4. Per attivare una ricarica, invia un SMS al numero 340.xxx.xx.xx con scritto “ric” (speriamo che Gian non ne abbia a male N.d.G),  seguito dal tuo numero di tessera, da un punto e dal codice segreto a 16 cifre, o vai alla sezione ricarica del sito www.BissionePremium.it, o chiama da telefono fisso il numero verde 800.xxx.xxx, o da cellulare il numero a pagamento o2.xx.xxx.xxx.
  5. Attendi il messaggio di conferma di ricarica tenendo il box interattivo sintonizzato su Bissione premium.
  6. Il credito ricaricato deve essere consumato entro la data riportata sul retro della tessera Bissione Premium (non sia mai che i soldini vadano a male. N.d.G.).

Il Garo,  già esausto, si rende conto di essere solo all’inizio di un lungo e tortuoso percorso. Ricaricata la tessera, ora è il momento di acquistare l’Offerta Speciale (di nome ma non proprio di fatto…N.d.G). Visto il difetto di notizie scritte sulle ricariche e sul libricino blu della tessera,  vista altresì la poca dimestichezza del Padre con gli strumenti informatici, si connette al sito www.BissionePremium.it  e scopre che se “sei un cliente Easy Pay  con la tessera  scaduta il 30/06/09, ti abbiamo inviato a casa la tessera che non scade MAI” (la pubblicità della mascula schiuma da barba del pettonudoglabro ha fatto proseliti). Essendo il GaroBabbo così masochista da non voler privilegiare di pagamenti con comodi addebiti trimestrali su conto corrente bancario o carta di credito (oltre che di sinuose condizioni contrattuali), passa oltre.  “Se scegli di pagare utilizzando il credito sulla tua tessera, controlla di avere un credito uguale o superiore al valore dell’offerta che desideri attivare”. Mmm. Il GaroRagioniere medita. Gallery + Calcio costa 249. La tessera è ricaricata per 220. Il credito non è uguale o superiore.

Tuttavia ricorda le parole del rivenditore bofonchiante: “il costo della tessera (39) sarà rimborsato in caso di acquisto di prodotto in offerta entro un mese dall’attivazione”. Il Cagnolino nero Tignoso si chiede se avesse ragione il gerente oppure sia più affidabile il sito informatico. Decide così di affidarsi alla efficiente consulenza via cornetta di BissionePremium, chiamando l’199.xxx.yyy (le vie del Signore per pagare sono infinite, quelle per districare le digitali matasse ingarbugliate molto poche, anzi una. E a pagamento. N.d.G.). Dopo dieci minuti di allegra musica (e tassametro telefonico in funzione), il Nostro desiste e procede comunque all’acquisto. Eureka! Missione compiuta. Dunque l’omone svogliato del negozio diceva il vero. Ma se il Garolfo, per scrupolosa diligenza, avesse ricaricato un’altra sessantina di dobloni, l’acquisto sarebbe andato comunque a buon fine. E magari il campo da calcio sarebbe pure parso più verde, i giocatori più bravi e i dirigenti di BissionePremium ancora più contenti.  Dopo aver sudato le sette pellicce,  nota quanto sia azzeccato il termine commerciale Easy Pay; rispetto a quanto sopra, sarebbero stati più Easy pure i calcoli statici di monsieur Eiffel per erigere la sua celeberrima opera architettonica. Nota altresì come sulla tessera sia rimasto (casualmente) un credito di 10. Gelosamente custodito dal salvadanaio elettronico, come sussurrato invito ad una nuova Via Crucis l’anno venturo. Con la differenza che il porcellino rosso in terracotta, posato sul comodino, quando si rompe con il martello restituisce le monetine faticosamente risparmiate. Del resto il Bissione, con il porcellino, ha gran poco in comune. Solo un viaggio della speranza su una grande barca in legno. Qualche annetto fa.   

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