Chi ben comincia.

Non depositare le posate “a barchetta” nel piatto terminati i pasti. Recarsi tutti i lunedì al supermarket delle tre consonanti per accaparrarsi l’offerta ampiamente reclamizzata negli spot domenicali, tra un viaggio a Capoverde e l’ennesima intervista all’ennesimo calciatore (che dovrebbe umilmente accontentarsi dell’esercizio dell’arte pedatoria). Estirparsi dal letto in tempo utile per depositare il pigiama in un luogo diverso dal bidet (oue, viv la France!!). Essere accomodante con l’operatrice del call center che propone tariffe algoritmiche a costo zero. Versare il canone annuale della grigia saponetta autostradale pensando che in fondo, pagare per pagare, ha il suo fascino. Osservare con sguardo caritatevole e comprensivo la signora dai capelli turchini che si infila spintonante nel tornello del grande magazzino (tanto, poverina, è anziana). Non sprofondare l’indice destro fino alla seconda falange nell’impasto della torta giornoenotte.

Questi i propositi del “Garo” per l’anno testè iniziato. Ognuno con il destino ampiamente segnato. Come quelli del lunedì. Con la differenza che, fortunatamente, questi turbano il sonno solo per un paio di notti dopo l’oblìo delle luminarie.

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