Codice binario.

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Anche Garolfo, alla stregua di altri milioni di piccoli suoi simili, ha ricevuto in regalo il suo merci elettrico, con tanto di stazioncina, scambi e passaggio a livello. Forse è per questo, o perchè non è mai stato pendolare, che quando il Nostro sale su un vero serpente di lamiera, si diverte un mondo. Affonda nel suo seggiolino rimuginando su come scrivere su queste pagine anche dal Nuovo Mondo e studia quanto gli accade attorno. C’è il Conversatore Timido. Suoneria a vibrazione, voce imbarazzata e flebile, apparecchio ben shiacciato al cranio fino a diventare una cosa sola con il padiglione auricolare. Se il dialogo si protrae, sono pronte la soluzione corridoio o la zona accesso – recesso passeggeri; il bagno è a disposizione per le situazioni disperate. Il Conversatore Disinvolto, invece, si compiace delle chiamate in entrata, non si cura del proprio tono vocale e per non lasciare i compagni di viaggio allo scuro dei destini del mondo, si premura di ripetere una-per-una le parole del proprio interlocutore. L’Inquietante trova il proprio habitat naturale nelle carrozze a compartimenti. Corporatura esile, camicia e pantaloni trasandati, catenone al collo tenuto ben teso da un leone dorato, occhiali da Serpico, ciabatte in pelle con l’infradito. Si sposta con fare circospetto, butta di tanto in tanto lo sguardo sugli agglomerati umani viaggianti, si appoggia con le braccia larghe al corrimano osservando con occhio vitreo le campagne, i paesi e le città che scorrono rapidi. Ci sono poi il Tecnologico, il Bancario, l’Immobiliarista, l’Immigrante, la Suocera Onniscente, le Sorelle, l’Innamorata, che ha lasciato l’amore eterno immobile ed attònito sulla banchina.

Ma i veri autoctoni, i reali ed unici residenti della comunità rotabile sono loro. Giacca verde con i bottoni dorati, pantaloni blu, scarpe nere, cravatta e cappello d’ordinanza con i colori sociali. Su e giù. Dal locomotore ai fanalini di coda, dai fanalini di coda al locomotore, passando per gli amici della ristorazione itinerante. In costante dialogo costruttivo con i palmari per fare contenti i viaggiatori evoluti, quelli che sgranocchiano la Rete e le nuove tecnologie come fossero arachidi tostate. Ticketless? Il Garolfo prova un moto di improvvisa sorpresa mista ad inquietudine, temendo, solo per un istante, di essere additato come l’analfabeta informatico, come l’ultimo custode della convinzione che il Codice Binario sia il manuale di bon ton del perfetto viaggiatore su ferro. Ticketless? Si riprende rapidamente dal torpore e dallo sgomento, fa cenno di no con il capo, scava nel suo borsello verde fino a scovare il proprio cartoncino rettangolare stropicciato e con le “orecchie” agli angoli, porgendolo fiero.

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