Vacanze romane.

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Il “Garo” attiva il tubo catodico, ma qualcosa non torna. Sempre i soliti ovali, sempre i soliti periodi di circostanza, sempre lo sguardo bene diritto là dove è accesa la lucina rossa. La variabile, al limite, il microfono giraffa anzichè il microfono gelato o il microfono all’occhiello. Ma allora? Mmm… ancora. Qualche cosa non torna. Non torna e non quadra. Ad un tratto, la lampadina si accende (rigorosamente a basso consumo, politically correct). E’ tutto un fiorire di colori, come in un bel campo di fiori. Rosso, giallo, verde, azzurro, fuxia. Magliette, polo, canottiere a costine, camicie aperte fino all’ombelico, giacche tecniche traspiranti, cappellini con visiera. E le cravattte?? E i doppiopetto? Garolfo sgrana gli occhi…”ahh, siamo in estate!!”. Ma…ma allora….perchè i nostri amministratori sono in vacanza ma non fanno vacanza? Il dubbio rimane e il dito scivola inesorabile sul tastino rosso. L’insalata di riso è in tavola…

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