Garolfo On Line

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Traguardi.

14 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

Da qualche tempo il Garolfo meditava di cimentarsi in un’ impresa epico sportiva, quantomeno per mettere a frutto le decine di centinaia di chilometri percorsi, i centimetri di battistrada consumati, i metri quadrati di asfalto, erba, terra battuta, cacche di cane, calpestati. Dopo ampie ricerche, il  Cagnolino Nero Tignoso trae il dado. Destinazione Germania. Baviera. Monaco…

E’ online la nuova pagina del blog del Garolfo: München Marathon 2009.

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GaroRun.

15 Settembre 2009 · Lascia un Commento

Il Garolfo ripone il vademecum blu con l’effige del biscione  fornito dal babbo, al fine di sostanziosa, stellare consulenza per accendere  i riflettori sul calcio digitale terrestre (delle amene curiosità apprese sul tema magari riferirà in futuro).

Smart card

E’ giunta l’ora di precipitarsi fuori per il varo delle Mizuno bianche fiammanti. Neppure il tempo di percorrere qualche centinaio di metri che i nuvoloni neri che sovrastano il suo capoccione cominciano a rilasciare scrosci  fitti ma gradevoli, solcati  da qualche raggio di sole. Il Garolfo-bagnato rinnova così la propria (virtuale) tessera di iscrizione all’”Ordine dei Podisti A Tutti i Costi”. Trascorsa una manciata di minuti, la fatica si annuncia improvvisa, i polpacci prendono a bruciare e la mente non è più distratta dall’impeto del torrente, dallo strusciare della maglietta e dall’attrito del gel sui sassolini catramati. Vieppiù,  il suono delle campane  attribuisce alla sessione un tocco sentimental-nostalgico. La mulattiera  si inerpica lievemente; quanto basta. Un esercito di lumacone temerarie (e parecchio scivolose N.d.G.) si tuffa incosciente sull’asfalto, attratto, fatalmente, dall’ improvviso flutto di umidità. In overclock agonistico totalizzante e con tono tutt’altro che sussurrato, al Garo non pare vero annunciare ad una signora (dai tratti vagamente ucraini), accovacciata sotto un larice, che la pioggia ha cessato di cadere (l’occhiata che segue, abbinata ad un crudele silenzio, risultano d’un’eloquenza disarmante). Incompreso. Tant’è.  Poco oltre, una costruzione di pietra grigia e legno stagionato; accanto un Ducato color turchino parcheggiato alla “arriva il parroco”. Gruppo Volontari della Sofferenza. Epigrafe scolpita nella carrozzeria con caratteri tutt’altro che discreti e di aiuto psicologico destinato più agli assistenti che agli assistiti. Le Mizuno, dal canto loro, superata a pieni voti la prova di iniziazione, sono ammesse a pieno titolo nel parco babbucce del GaroRun. Il quale, con il fiato sempre più corto, scruta con sguardo speranzoso il posto guida del Ducato, consumato dalla ruggine. Sognando di poter affrancare l’ipotetico autista dal proprio anelito al compimento della quotidiana, buona, salvifica azione. Con buona pace della matrona accosciata sotto la pianta preferita e delle escargot suicide che attendono. Sulla via del ritorno.

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Alieni.

1 Dicembre 2008 · Lascia un Commento

Il Garolfo, quando la neve scende copiosa, regredisce (qualcuno potrebbe obbiettare che per regredire è necessario essersi già lasciati alle spalle un certo percorso, ma tant’è). Nel senso che ritorna pupo (con la “p” minuscola). Fino al punto di calzare le fide scarpette da running, l’affezionato berrettino nero e tuffarsi nell’orizzonte urbano avvolto dalla coltre bianca, per la sgambatina serale. Niente cronometro, niente tempi da rispettare; i bei momenti si degustano con pacata ed imperturbabile flemma (mora mora, per dirla in malgascio).  I fiocchi, corposi ed insistenti, pungono il viso come spilli invisibili; qualcuno di essi si spinge, curioso, fino all’ugola del Nostro, inducendolo a rischiararsi la voce. La neve fresca cede gradevolmente sotto i piedi; se non fosse per qualche grado in meno e per l’assenza del sole che si tuffa in mare, al Garo parrebbe di trotterellare sulla fine sabbia di una battigia qualsiasi. I forzati delle automobili armeggiano apprensivi attorno alle loro scatolette di sardine con l’intento di accudirle, proteggerle, affrancarle dal candido manto che le avvolge: osservano il Garolfo-corridore ed i rari folli che hanno maturato la sua medesima (malsana) idea, come se fossero strani esseri testè sbarcati da Marte.  Una ragazza intabarrata di nero spinge la sua bici rosa lungo il fiume, la appoggia ad un albero e assaggia un pugno di neve da un cespuglio. La cagnetta Easy , richiamata con un urlaccio dal padrone, insegue giocherellona il proprio simile scambiandolo, non a torto, per un giullare perditempo in cerca di svago.

Dopo avere osservato ed annusato a pieni polmoni centinaia di migliaia di puntini bianchi, frammisti all’aria gradevolmente gelata, l’immarcescibile sportivo si dirige verso casa, meditando di lasciare traccia informatica dell’inaspettato, appassionante evento. E’ consapevole di giocarsi un argomento che “sarebbe tornato buono per Natale”, ma la neve copiosa è come la Pasqua e (ahimè) il mal di pancia in viaggio: quando arriva arriva ed è necessario testimoniarne la venuta. Una bella doccia, calda zuppa ristoratrice e ancora fiocchi, filtrati, questa volta, dal tepore domestico e dai vetri delle finestre. Fuori, però, è tutt’altra cosa….

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Gancio *.

7 Maggio 2008 · Lascia un Commento

Garoscudetto1

Manca un solo pallone. Il Garo ha lo sguardo fisso verso la rete e con la coda dell’occhio vede spuntare, sulle tribune, stendardi tricolori, come crescono i funghi porcini nel bosco dopo un temporale estivo. La gravità ha la meglio sulla palla verde rossa e bianca; l’evento si manifesta in tutta la sua veemenza. E’ il tripudio. Il Nostro si gira ebbro di gaudio per condividere lo straordinario momento di giubilo e apprende che il possente arto vagante di un signore tifoso ha involontariamente donato una carezza alla Anna, fida compagna di avventura.

garoguantoniuno

Entrambi, montando a pelo la inossidabile vespa con la sua candela nuova fiammante e con il tricolor abbandonato all’aria seralprimaverile, si involano per raccontare le primissime impressioni della sfida all’addetto alla medicina d’urgenza di turno. Il gentil dottore, per necessità superiori, ha mancato l’appuntamento con la storia limitando i danni solo grazie alla vecchia e cara radiolina FM. Vittoria ai punti (un paio, per la precisione), anche se questa modalità poco ha a che fare con gli sport di squadra. Il Garolfo pensa, comunque, che un paio in più rispetto a quelli del campo non guastano, chenonsissammai. I due si guardano negli occhi (tre in tutto) sorridendo e congedandosi dal camice bianco. Via ai sollazzamenti e alle danze, per una fiesta da sublimare in una notte, non proprio qualsiasi, di maggio.

* Per approfondire click qui.

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Giusto una sgambatina…

5 Luglio 2007 · Lascia un Commento

uomo-corridore.jpg

Film già proiettato e visto. Garolfo rovista negli armadi alla ricerca dei pantaloncini e della maglietta. E come al solito prima di trovare quel che cerca impiega una decina di minuti. Per fortuna che le scarpette, quelle da running, non possono che essere che in un luogo, difficile, anche se non impossibile, appenderle ad una gruccia. Da quando il nostro ha scoperto l’abbigliamento tecnico non è più in lui; le sessioni di allenamento sono tali e quali ad una seduta alla beauty farm. Grazie alle suole rigonfie, si volteggia sull’asfalto ruvido al pari della Carla Fracci dei tempi (ahimè) andati; la canotta aderente, oltre a far risaltare la tartaruga, mantiene la pelle asciutta e vellutata come il culetto di un pupo testè incipriato ed impomatato. I pantaloncini in fibra ultraleggera sono così discreti da far temere un imminente intervento della squadra Buon Costume (ma è mai esistita?).

Bene, pronti. Per il “Garo” è il momento di interrogarsi. Si parte decisi e si va in calando oppure blandi con botto finale? Come tradizione. Blandi, scatto d’orgoglio (solo abbozzato), e ultimo tratto tranqui,(perchèsennòmagarisisollecitanotroppoimenischi). Pista ciclabile, marciapiede, androna delle case popolari, Simca arancione, parco. Qua la forza di gravità dà finalmente segno della propria ineluttabile esistenza. Alla sommità, maledice come al solito di non essersi cimentato nel ciclismo e di non avere un “ferro” sotto il sedere. Giù. Ancora parco, marciapiede, zebre, lungofiume. Tegami che sbattono aldilà delle finestre; è ora di cena. Garolfo, in consueto overclock da sforzo, sente di rivestire un ruolo di prim’ordine nella comunità dei runners. In tale stato dissociativo, si identifica idealmente nello sforzo fisico e mentale dei propri pari che incontra, non resistendo alla diabolica tentazione del saluto, un pò come si usa sui sentieri dolomitici o tra motociclisti lungo le strade della riviera. Riscontri? Mah, avete mai provato a salutare un gruppo di “chopperisti” dal sellino del vostro Ciao? Beh, così. Si certo, è colpa di quel filo elettrico che spunta dai pantaloncini, si divide in due all’altezza del pomo d’adamo e scompare dietro le orecchie. Distrae, svuota lo sguardo, ma in compenso riempie i neuroni di files. Ma Garolfo è puro. Solo i rumori della strada e delle comparse che vi recitano.

Ponte sul torrente. Tre auto in fila con analogo numero di autisti impegnati in più o meno animate conversazioni senza fili. E’ l’importanza dell’ always on. Marciapiede, zebre, marciapiede. Un manifesto pubblicitario di viaggi con la scritta “sole” in blu. Case popolari, Simca arancione, un tempo rossa. Vernice messa a dura prova da anni di intemperie di ogni sorta; della serie gratta con le unghie che ti salgono i brividi lungo la schiena. Ciclabile. Campana blu della raccolta differenziata (attenzione: non si butta la ceramica, che può sembrare vetro ma in realtà non è).

Siamo al punto di partenza, che nel nostro contesto è cosa positiva, non come nel modo di dire. Garolfo pensa che quelle due o tre idee geniali all’anno (meglio, al lustro), maturano proprio in questi momenti di abbandono totale ai muscoli. Per oggi niente idea geniale. Ci si accontenta di un piatto di pastasciutta..e magari, un giorno, chissà, della prima maratona.

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