Garolfo On Line

Domotica.

29 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Nonna Zita è appena rientrata dalla parrucchiera la quale, come da prassi, le ha lisciato a dovere i capelli turchini. Si dirige verso la cucina, accende il gas  e ripone il tegame con la minestra d’orzo a riscaldare per il pranzo. Pur essendo duretta d’orecchio, ode armeggiare oltre l’uscio. Un rumore fragoroso e un losco figuro le si para innanzi, brandendo minacciosamente un oggetto che a prima vista potrebbe assomigliare ad un’arma impropria. “Vecchia, caccia il grano o ti spedisco (poc) anzitempo al Creatore”. “Mi scusi, non capisco, potrebbe esprimersi in modo più comprensibile?” “Vecchia stordita, caccia il grano o ti faccio fuori”. “Grano? Ma quale grano!”. E’ orzo, nel minestrone si mette l’orzo!” “Il gusto si fa inconfondibile!” “Con il grano si fa la farina”. “Certo, se la minestra non è densa a sufficienza, allora si può mettere un po di farina, è quello che intende?”. L’ospite, da bianco che era,  si fa scuro in volto. Comincia a urlare, sudare copiosamente e a far roteare l’oggetto che stringe nella mano destra. “Oddio, che succede, signore, si sente male?”. E’ in questo momento che “nonna Zì” si ricorda del regalo del figlio Ermenegildo. “Mamma, ecco. Questo è il TeleSalvaLavita”.  L’ottuagenaria lo porta al collo da una quindicina d’anni, assieme al crocifisso del fu marito, quasi fosse un amuleto. Preme il pulsantino rosso ed improvvisamente si spegne il televisore (e con esso la piazza del sig. Magalli). Si aziona il Teddy Bear tecnologico del nipotino, si chiudono le persiane, si accendono forno a microonde, lavatrice e lavapiatti.  L’ospite, atterrito, oltrepassa nuovamente il limite dell’uscio precipitandosi a scavezzacollo per le scale, quindi fuori, nel giardino condominiale e via, oltre la guardiola del portiere, ad invocare a squarciagola un esorcista (di quelli bravi, mica uno qualunque…).  Nonna Zita spegne il gas sotto la minestra d’orzo, perché sennò attacca.  Impugna il suo palmare WiFi e chiama l’ormai cinquantacinquenne Ermenegildo. “Ciao, Ermè. Come stanno Luigino ed Annuccia?” “A proposito.  Sai mica se negli ultimi anni  il Ministero ha riallocato qualche banda di frequenza?”

Nonna "Zì" e il suo gingillo.

Dopo aver salvato decine di nonnine da sincopi fatali.  Dopo aver  illuminato le idee di molti uomini cinti da fascia tricolore, con il Palo della Luce . Dopo aver tutelato l’incolumità di schiere di adolescenti neopatentate assalite da bruti in luoghi isolati. Dopo aver evitato centinaia di migliaia di bernoccoli in caso di black out. Ecco che il signor Beghelli propone il Tetto d’oro. Sotto il quale gli interruttori sputano monete sonanti. Ove l’operaio che ha appena completato l’installazione di pannelli fotovoltaici, con caschetto aziendale giallo piantato nell’ovale, rifiuta categorico l’apertura del portafoglio del committente, padre di famiglia.

Il Garolfo ne ha tratto così spunto per convincere il proprio idraulico di fiducia ad aderire all’iniziativa “Tazza d’oro”. Quindi, niente apertura della bisaccia per saldare il conto.  Risultato: ecchimosi su buona parte della pelliccia e decreto ingiuntivo notificato dall’Ufficiale Giudiziario. Nulla da eccepire. Di Signor Beghelli ce n’è uno. Uno soltanto.

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Pause.

15 Novembre 2009 · Lascia un Commento

La suoneria del pataccone nero appoggiato sul tavolo ridonda violenta nella sala silenziosa e il legittimo proprietario armeggia pigiando qualche tasto. Maglione blu, capello arruffato, pelle olivastra, dopo aver zittito il gingillo elettronico  si alza e coglie dallo scaffale un libro. Sfoglia cinque o sei pagine con il medesimo sguardo con cui una scimmia sbuccia una banana. Indi  si ricolloca al proprio posto e con la bocca semi aperta e gli auricolari insinuati nel cranio torna a fissare il laptop adagiato sul tavolo.

Inequivocabili segnali che per il Garo è quantomai opportuno un meritato intermezzo. Scende le scale e si infila nella buvette per godersi il meritato caffè al banco di metà mattina. A fargli compagnia giungono cinque signori allampanati di giovane età. Completi grigi e neri stirati da un ingegnere meccanico, camicie inamidate  che sostengono fisici longilinei (ma, al contrario del cervello, sicuramente poco tonici). Scarpe con punta quadra carenate di rumoroso cuoio e verniciate di nero.   Soprabito giallo cammello sottobraccio. Capello corto e ben curato. Il Garolfo nota come la produzione in serie, fino a poco tempo fa, fosse circoscritta ad automobili, elettrodomestici e poco altro. Ma è noto: il mercato evolve.  “Espresso macchiato caldo, caffè normale, orzo in tazza piccola, decaffeinato bollente con poca schiuma macchiato freddo, americano tiepido in tazza grande”. “Un cornetto alla crema, uno al cioccolato e uno vuoto”. Il Nostro, con l’immancabile traccia della pausa sul naso, osserva come la barista con i capelli raccolti alla Pocahontas, non si scomponga minimamente nel ricordare le complesse ordinazioni e nel servire professionalmente gli illustri clienti (che non la degnano di uno sguardo). Pagano e si allontanano immersi in alte dissertazioni professionali. Anche il Garo fornisce il corrispettivo della consumazione (e saluta).  Salendo le scale, ardentemente atteso dal primate antropomorfo vicino di tavolo, pensa come nella propria vita non si cimenterà mai in almeno un paio di esperienze professionali. Il barista e l’analista finanziario. Meglio un bel posticino da impiegato ministeriale o la carriera nella suprema assemblea elettiva di Piazza Montecitorio. Tra il resto, Roma, è una gran bella città. Ragione per la quale, è quantomai opportuno ricominciare a studiare. Cita permettendo.

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“Bissione”. (Parte seconda).

31 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

2/2. Continua da “Bissione” (parte prima).

Dunque, dove si era rimasti. Ah, certo. Il Garolfo, bello soddisfatto, si reca (uff, di nuovo) alla casa del Padre (certo, sempre il proprio, non quello Supremo). Gli mostra orgoglioso le tre ricariche, con misure mozzafiato. Cento – sessanta – sessanta.

  1. Scopri il codice segreto a 10 cifre, grattando la striscia in basso a destra.
  2. Annotati e tieni a portata di mano il numero della tessera Bissione Premium che vuoi ricaricare.
  3. Accertati che la tessera sia inserita correttamente nel box interattivo sintonizzato su Premium Attivazione.
  4. Per attivare una ricarica, invia un SMS al numero 340.xxx.xx.xx con scritto “ric” (speriamo che Gian non ne abbia a male N.d.G),  seguito dal tuo numero di tessera, da un punto e dal codice segreto a 16 cifre, o vai alla sezione ricarica del sito www.BissionePremium.it, o chiama da telefono fisso il numero verde 800.xxx.xxx, o da cellulare il numero a pagamento o2.xx.xxx.xxx.
  5. Attendi il messaggio di conferma di ricarica tenendo il box interattivo sintonizzato su Bissione premium.
  6. Il credito ricaricato deve essere consumato entro la data riportata sul retro della tessera Bissione Premium (non sia mai che i soldini vadano a male. N.d.G.).

Il Garo,  già esausto, si rende conto di essere solo all’inizio di un lungo e tortuoso percorso. Ricaricata la tessera, ora è il momento di acquistare l’Offerta Speciale (di nome ma non proprio di fatto…N.d.G). Visto il difetto di notizie scritte sulle ricariche e sul libricino blu della tessera,  vista altresì la poca dimestichezza del Padre con gli strumenti informatici, si connette al sito www.BissionePremium.it  e scopre che se “sei un cliente Easy Pay  con la tessera  scaduta il 30/06/09, ti abbiamo inviato a casa la tessera che non scade MAI” (la pubblicità della mascula schiuma da barba del pettonudoglabro ha fatto proseliti). Essendo il GaroBabbo così masochista da non voler privilegiare di pagamenti con comodi addebiti trimestrali su conto corrente bancario o carta di credito (oltre che di sinuose condizioni contrattuali), passa oltre.  “Se scegli di pagare utilizzando il credito sulla tua tessera, controlla di avere un credito uguale o superiore al valore dell’offerta che desideri attivare”. Mmm. Il GaroRagioniere medita. Gallery + Calcio costa 249. La tessera è ricaricata per 220. Il credito non è uguale o superiore.

Tuttavia ricorda le parole del rivenditore bofonchiante: “il costo della tessera (39) sarà rimborsato in caso di acquisto di prodotto in offerta entro un mese dall’attivazione”. Il Cagnolino nero Tignoso si chiede se avesse ragione il gerente oppure sia più affidabile il sito informatico. Decide così di affidarsi alla efficiente consulenza via cornetta di BissionePremium, chiamando l’199.xxx.yyy (le vie del Signore per pagare sono infinite, quelle per districare le digitali matasse ingarbugliate molto poche, anzi una. E a pagamento. N.d.G.). Dopo dieci minuti di allegra musica (e tassametro telefonico in funzione), il Nostro desiste e procede comunque all’acquisto. Eureka! Missione compiuta. Dunque l’omone svogliato del negozio diceva il vero. Ma se il Garolfo, per scrupolosa diligenza, avesse ricaricato un’altra sessantina di dobloni, l’acquisto sarebbe andato comunque a buon fine. E magari il campo da calcio sarebbe pure parso più verde, i giocatori più bravi e i dirigenti di BissionePremium ancora più contenti.  Dopo aver sudato le sette pellicce,  nota quanto sia azzeccato il termine commerciale Easy Pay; rispetto a quanto sopra, sarebbero stati più Easy pure i calcoli statici di monsieur Eiffel per erigere la sua celeberrima opera architettonica. Nota altresì come sulla tessera sia rimasto (casualmente) un credito di 10. Gelosamente custodito dal salvadanaio elettronico, come sussurrato invito ad una nuova Via Crucis l’anno venturo. Con la differenza che il porcellino rosso in terracotta, posato sul comodino, quando si rompe con il martello restituisce le monetine faticosamente risparmiate. Del resto il Bissione, con il porcellino, ha gran poco in comune. Solo un viaggio della speranza su una grande barca in legno. Qualche annetto fa.   

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Traguardi.

14 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

Da qualche tempo il Garolfo meditava di cimentarsi in un’ impresa epico sportiva, quantomeno per mettere a frutto le decine di centinaia di chilometri percorsi, i centimetri di battistrada consumati, i metri quadrati di asfalto, erba, terra battuta, cacche di cane, calpestati. Dopo ampie ricerche, il  Cagnolino Nero Tignoso trae il dado. Destinazione Germania. Baviera. Monaco…

E’ online la nuova pagina del blog del Garolfo: München Marathon 2009.

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“Bissione”.

2 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

Il GaroBabbo chiama il figliuol (prodigo) a rapporto. La Vecchia Signora riprende la stagione agonistica e l’ex Padrone di Casa gradirebbe godersi le corride dell’arte pedatoria sul suo nuovo ellecidì 37 pollici.  Il Garolfo, atterrito, già si prefigura quanto lo attende: attivare il servizio peiperviù. Gli sono stati forniti vitto, alloggio, una retta educazione, per parecchi anni, indi non si può assolutamente esimere.

Passo n. 1. Dopo non poche ricerche, scopre che la “vecchia” Tessera è scaduta. Manco fosse un panettone, una colomba o una confezione di insalata russa: destinazione cestino. Passo n. 2. Si dirige a passo lesto verso un rivenditore, che gli adagia nella mano un rettangolino di plastica nuovo fiammante, alla modica somma di euro trentanove che consente, meraviglia delle meraviglie, la visione di tutti i contenuti per un lungo mese. Neppure il tempo di porre un quesito che l’addetto rivolge l’attenzione al cliente successivo, limitandosi a biascicare che il costo della tessera sarà rimborsato. Passo n. 3. Il Cagnolino nero tignoso orienta il musetto verso la dimora del GaroBabbo, rapito dai contenuti del libricino blu, recante, in copertina: Tessera Prepagata Ricaricabile, sulla pagina 3 del quale è scritto: “Non aspettare che il diritto di visione incluso scada e la tua tessera venga sospesa! Se acquisti un’offerta speciale entro 30 giorni dall’attivazione, l’intero valore della tessera ti verrà scontato dal prezzo dell’offerta speciale scelta. Scopri subito la convenienza (!). Sintonizza il tuo televisore su Premium Menù o collegati al sito xxx e scegli tra le offerte disponibili. Mediaset Premium ti propone una vasta scelta di contenuti: scegli il pacchetto che fa per te”. Passo n. 4. Il Garo ritorna alla Dimora del Padre (non quella Dimora…N.d.G.), brillo di gaudio per la suprema libertà di scelta che gli viene attribuita dai padroni del Biscione. Lo invita a sedersi comodamente in poltrona e a prestare la massima attenzione, in quanto l’illustrazione risulterà alquanto lunga ed articolata. 4.1.: Non sarà più possibile acquistare la singola partita, ma un’offerta che comprende tutte le partite, fino al termine del campionato. Già la sbronza di scelta comincia a passare. 4.2.: Oltre agli incontri, potrà gustarsi anche l’offerta Gallery. 4.3.: Con la modalità easy pay, fornendo le coordinate del conto corrente o della carta di credito, potrà fare in modo che al resto pensino a tutto Loro. Il GaroBabbo pare avere compreso l’essenza della dissertazione e argomenta ai punti precedenti, con quelli seguenti. 4.1.: “In questo modo pagherò anche le partite che non vedrò perché impegnato nel torneo domenicale di briscola”; 4.2.: “Mi interessano solo le partite di pallone, dei tunnel m’importa il giusto”; 4.3.: “Le mani nelle tasche non me le pone  nessuno, anche perché, se mi dovessi stancare di guardare calci in TV,  non ho di certo tempo da buttare per l’invio di almeno una dozzina di raccomandate  ed altrettante telefonate al call center per la scelta del recesso“. Il Nostro cerca di fare una sintesi mentale delle esternazioni del Sommo Padre  e ribussa alla porta dell’energumeno appollaiato dietro il bancone del negozio di elettrodomestici. Per acquistare la vituperata ricarica

Parte 1/2. Continua in “Bissione”. (Parte seconda).

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GaroRun.

15 Settembre 2009 · Lascia un Commento

Il Garolfo ripone il vademecum blu con l’effige del biscione  fornito dal babbo, al fine di sostanziosa, stellare consulenza per accendere  i riflettori sul calcio digitale terrestre (delle amene curiosità apprese sul tema magari riferirà in futuro).

Smart card

E’ giunta l’ora di precipitarsi fuori per il varo delle Mizuno bianche fiammanti. Neppure il tempo di percorrere qualche centinaio di metri che i nuvoloni neri che sovrastano il suo capoccione cominciano a rilasciare scrosci  fitti ma gradevoli, solcati  da qualche raggio di sole. Il Garolfo-bagnato rinnova così la propria (virtuale) tessera di iscrizione all’”Ordine dei Podisti A Tutti i Costi”. Trascorsa una manciata di minuti, la fatica si annuncia improvvisa, i polpacci prendono a bruciare e la mente non è più distratta dall’impeto del torrente, dallo strusciare della maglietta e dall’attrito del gel sui sassolini catramati. Vieppiù,  il suono delle campane  attribuisce alla sessione un tocco sentimental-nostalgico. La mulattiera  si inerpica lievemente; quanto basta. Un esercito di lumacone temerarie (e parecchio scivolose N.d.G.) si tuffa incosciente sull’asfalto, attratto, fatalmente, dall’ improvviso flutto di umidità. In overclock agonistico totalizzante e con tono tutt’altro che sussurrato, al Garo non pare vero annunciare ad una signora (dai tratti vagamente ucraini), accovacciata sotto un larice, che la pioggia ha cessato di cadere (l’occhiata che segue, abbinata ad un crudele silenzio, risultano d’un’eloquenza disarmante). Incompreso. Tant’è.  Poco oltre, una costruzione di pietra grigia e legno stagionato; accanto un Ducato color turchino parcheggiato alla “arriva il parroco”. Gruppo Volontari della Sofferenza. Epigrafe scolpita nella carrozzeria con caratteri tutt’altro che discreti e di aiuto psicologico destinato più agli assistenti che agli assistiti. Le Mizuno, dal canto loro, superata a pieni voti la prova di iniziazione, sono ammesse a pieno titolo nel parco babbucce del GaroRun. Il quale, con il fiato sempre più corto, scruta con sguardo speranzoso il posto guida del Ducato, consumato dalla ruggine. Sognando di poter affrancare l’ipotetico autista dal proprio anelito al compimento della quotidiana, buona, salvifica azione. Con buona pace della matrona accosciata sotto la pianta preferita e delle escargot suicide che attendono. Sulla via del ritorno.

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Il Quizzone (la soluzione).

29 Agosto 2009 · Lascia un Commento

Il Garo ammette. Come rompicapo estivo non era per nulla facile. In ogni caso è finalmente è giunto il momento di svelare le generalità del nostro reporter di fiducia.  Il Mister X del Quizzone di questa torrida (telegiornalisticamente parlando), estate 2009.  Pluridecorato da innumerevoli associazioni di categoria (per foto e approfondimenti in merito click <qui><qui> e <qui> . Interessante pure il commento di Roberto sul blog di  WilNonleggerlo).  Il Garolfo invita gli internauti a reggersi forte. Perché si parla dell’immarcescibile Massimo Mignanelli, l’inviato “turistico”  del Tg1, del quale sono riportate (sotto) solo alcune (tra le tante) fatiche in giro per il Bel Paese. Accanto ad ogni link, la corrispondente “Domanda Emblema” (di seguito: D.E.), che condensa il valore aggiunto di ciascun servizio.

Massimo M. alle Olimpiadi da spiaggia (Rimini). D.E: “Praticamente guesto che è? Er carcio balilla umano?”

Massimo M. a Castel San Pietro Terme (per un giorno).  D.E: “Quanti bambini hai con te”?

Massimo M. in riviera romagnola (prove d’estate). D.E: “Percentuale delle donne che giocano (a polo N.d.G.) su cento”?

Massimo M. in Sardegna (Palau). D.E: “Da Milano a Palau, perché?”

P.S. 1: Qualora alcuni filmati risultassero rimossi, è sufficiente un click <qui> e digitare nel motore di ricerca “Massimo Mignanelli”. Si schiuderà un mondo fino ad ora inesplorato.

P.S. 2: La scorsa notte il Garolfo ha sognato  i buoni  Minzolini – Mignanelli – Romita che pogavano scatenati sul  tavolaccio dello studio, al ritmo del celeberrimo countdown di BBC News (video sopra). Dietro ad un mixer e ad una selva di cavi, la bionda Susanna Petruni sparava nella balera improvvisata una quantità enorme di decibel,  mostrando un cartello recante, a caratteri cubitali ed in colori sgargianti, questa espressione anglofona: “TIGGI’ UNO. PUTTING  NEWS FIRST”. Il Nostro chiede cortese intervento affinché qualche lettore, esperto in materia, fornisca una compiuta interpretazione onirica.

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